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Stabilimenti balneari

L'imprenditore pistoiese Gabriele Matteoni cede le quote del Bagno Cesare di Forte dei Marmi – Perché ha deciso di vendere

di Stefano Baccelli

	A sx il Bagno Cesare, a dx dall'alto Gabriele Matteoni e Sergio Iorio
A sx il Bagno Cesare, a dx dall'alto Gabriele Matteoni e Sergio Iorio

L'ex socio racconta i motivi della cessione e il legame fraterno con Sergio Iorio, presidente della Fc Pistoiese e noto imprenditore entrato in società nel febbraio 2025: «Siamo nati come un fenomeno mediatico, oggi la società è strutturata»

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PISTOIA. Il Bagno Cesare di Forte dei Marmi cambia assetto: Gabriele Matteoni ha ceduto il suo 50% a Casamare, il brand di ristorazione di alta fascia fondato da Filippo Baldassini, mentre resta con la metà delle quote Sergio Iorio, presidente della Fc Pistoiese e noto imprenditore del settore chimico, entrato in società nel febbraio 2025. Matteoni, imprenditore pistoiese, spiega qui la scelta di lasciare la "sua" creatura.

Perché ha ceduto la quota della sua "creatura"?

«Si vende qualcosa anche laddove se ne generano le condizioni, a partire dall'accordo sul prezzo. Nel nostro caso specifico è diverso: essendo stati soci operativi con mia moglie (Emanuela Galigani, ndr), ha inciso anche il dispendio di energie fisiche. Per noi è stata una vera e propria full immersion inattesa. Ho dato tutto, come spesso mi succede. Quando mi assumo l'onere e la responsabilità ho due strade: se ci credo sono la persona più diligente, capace ed equilibrata e spendo tutto per quel compito, altrimenti la rigetto a priori».

Qual è il suo rapporto con Iorio, che resta con il suo 50%?

«A lui mi lega un'amicizia fraterna e una stima reciproca. Ricordo che fui il primissimo a portarlo da Vannucci per vedere se c'era unità di intenti, quando l'operazione Fc Pistoiese era in embrione. Alle 20 di una sera imprecisata abbiamo parcheggiato le macchine: eravamo solo noi tre. Poi si avvicinarono altri soggetti, uno alla volta».

Di passi avanti ne sono stati fatti?

«Sì, oggi si parla di una società strutturata in modo encomiabile, anche a detta degli addetti ai lavori di grande spessore che hanno frequentato il Cesare. Al bagno sventola una bandiera della Pistoiese e spero che ci resti, al pari della collezione di maglie arancioni ufficiali».

Cosa cambia al Cesare?

«Iorio ha un socio di assoluto rilievo, professionisti dell'alta ristorazione. Ho lasciato in ottime mani».

Cosa l'ha spinta a vendere?

«La fatica fisica ha avuto un peso, complice anche un caldo torrido mai provato in 50 anni. Novanta giorni così non li auguro a nessuno. Poi sullo sfondo, a latere, c'è anche la direttiva Bolkestein».

Ha preso la palla al balzo?

«Se devo dire tutta la verità, eravamo particolarmente richiesti fin dall'inizio della stagione. Gli offerenti erano ben oltre le dita di una mano. Ciò premia un lavoro costruito con abnegazione, entusiasmo e passione».

Ha passato la mano operativamente?

«Sì, chi è subentrato conosce il business».

Le mancherà il Cesare?

«Non oggi, che sono spremuto nonostante i tanti onori e le grandissime soddisfazioni raccolte, ma è ragionevolmente certo che mi mancherà. Lascio un bagno che si è distinto per le innovazioni, le idee, i miglioramenti: i segni distintivi costituiscono la sua forza».

Il Cesare è stato anche un fenomeno mediatico?

«Direi di sì: quattro volte a Pomeriggio Cinque, una a Mattino 5, dirette su Tg5 e Tg1, un dibattito con Briatore su Rete 4, poi tv e giornali locali».

La preoccupa il futuro dei balneari?

«Allo stato i balneari non paiono assolutamente tutelati e la situazione resta incerta nel breve periodo. Gli acquirenti del Cesare in ogni caso porteranno a Forte dei Marmi un brand della ristorazione di altissimo lignaggio, Il Mannarino, e avranno al Cesare un socio come Iorio».

Da grande che cosa farà?

«Adesso penso solo a riposare e a farmi le vacanze. Poi non escludo di tornare a fare l'uomo di relazione, che è la mia vocazione principale, senza escludere un ritorno all’alta finanza».


 

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