Aulla, via al presidio contro il centro migranti: si cercano volontari
L’assessora Tomè ha allestito il gazebo con il sindaco Roberto Valettini nella zona industriale Pallerone 2000 per manifestare contro il progetto del Cpr
AULLA. Dalle 14 di ieri (19 settembre) la Lunigiana ha il proprio presidio contro il futuribile progetto di un Centro di permanenza temporanea per il rimpatrio di migranti (Cpr), che – secondo le ipotesi che circolano – dovrebbe essere costruito a Pallerone, nella zona industriale. Detto, fatto. L’assessora Katia Tomè ha “realizzato” ciò che aveva annunciato di recente. A qualcuno l’idea piace, ad altri per niente: politicamente parlando-va da sè, e nonostante il consiglio comunale di Aulla, il sindaco e la giunta – tutti insieme, bipartisan – abbiano sempre dichiarato di essere contrari a quel progetto, da quando spuntò all’orizzonte: era il 2023.
E io appronto
Zona industriale Pallerone 2000: siamo in quella “quota” di terreno che si apre di fronte alla sede della Med Link srl e a fianco di quella che fu la Cjmeco, il polverificio militare. È passata da poco l’ora di pranzo e qui arriva l’assessora Tomè accompagnata dal sindaco Roberto Valettini. Un tavolino, due sedie, uno striscione sul quale si legge (semplicemente) “No Cpr ad Aulla” e il gazebo di presidio contro il centro di detenzione per migranti è allestito. Pronto. C’è poco da dire rispetto a quanto si è già detto nei giorni scorsi: «Il mio appello – spiega Tomè – è rivolto a tutti coloro che non vogliono il Cpr in Lunigiana», «Chi non lo vuole da nessuna parte per una questione ideologica, del resto, non lo vuole neppure ad Aulla». Si direbbe un approccio “ad includendum” che non ha chetato però le critiche infuocate dell’opposizione consiliare rappresentata dal gruppo Insieme in Comune.
Perché lì
Il gazebo è a fianco della Cjmeco «anche se nessuno sa precisamente dove si intenderebbe costruirlo», precisa la promotrice. Il luogo è stato scelto con un criterio: proprio lì «c’era stato un sopralluogo qualche anno fa – spiega l’assessora della giunta Valettini – finalizzato al progetto». Esso sarà custodito 24 ore su 24, con turni di due ore dalle 6 della mattina alla tarda serata e con turni di tre ore in notturna: «È un sacrificio la notte – riconosce Tomè – ma credo sia fattibile». Si cercano volontari, ovviamente, e c’è già chi si è fatto avanti, anche per la notte: e, attenzione, non solo residenti di Pallerone. «Una cittadina residente fuori dal comune di Aulla mi ha appena dato la sua disponibilità – riferisce Tomè raggiunta telefonicamente dal Tirreno – e adesso (ieri pomeriggio per chi legge, ndr) sono in compagnia di un cittadino che abita ad Aulla ma non a Pallerone e si è reso disponibile anche lui ». L’interesse riscontrato sarebbe “trasversale” alla Lunigiana.
Arriva l’autnnno
Non solo. La promotrice pensa al domani: nelle sue intenzioni si presidia ad oltranza, o meglio, «fino a quando non arrivino dei risultati concreti». E allora bisogna pensare al fatto che le giornate si accorciano, che di sera e la notte la temperatura si abbasserà: «Avremo bisogno anche di una tenda, di un generatore di energia».
Il confronto
Allestita la struttura, Tomè si mette in attesa del capogruppo di Aulla nel cuore, la compagine politica dalla quale proviene, quella che ha sostenuto il sindaco Valettini alle urne: «Alle forze politiche chiedo supporto. Sto aspettando – dice – Giovanni Schianchi, ci confronteremo perché in effetti con la mia parte politica non ho avuto ancora il tempo di farlo». Il presidio, intanto, è realtà.
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