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Pistoia, è boom di export per i vivai: crescita del 11,75% nel primo trimestre 2026 – I dati che confermano la grande vitalità del comparto locale

di Redazione Pistoia

	Una veduta dall'alto dei vivai pistoiesi
Una veduta dall'alto dei vivai pistoiesi

Il professor Ferrini: «Pistoia non è soltanto la culla del vivaismo italiano: è oggi un punto di riferimento internazionale, capace di coniugare qualità, innovazione e sostenibilità»

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PISTOIA. Export record per il florovivaismo pistoiese: nel primo trimestre del 2026, le aziende del territorio hanno raggiunto 159 milioni di euro di esportazioni di piante vive, con una crescita dell’11,75% rispetto allo stesso periodo del 2025 (Fonte Associazione Vivaisti Italiani).

Vocazione internazionale

Un risultato che conferma la vocazione internazionale del distretto vivaistico di Pistoia, che conta oltre 5.200 ettari di superficie vivaistica e una Produzione Lorda Vendibile superiore a 300 milioni di euro. Sono i dati che Greenitaly, Salone Internazionale del Florovivaismo e del Paesaggio, presenta in vista della seconda edizione della fiera, in programma dal 7 al 9 ottobre. L’attività vivaistica ornamentale è concentrata nella Valle dell’Ombrone Pistoiese e coinvolge 1.500 aziende e oltre 5.500 addetti diretti, di cui circa 2.500 lavoratori dipendenti, oltre all’indotto. Un sistema produttivo articolato, nel quale alla coltivazione in pieno campo si affiancano circa 1.000 ettari dedicati alla vasetteria.

I punti di forza

Uno dei principali punti di forza del vivaismo pistoiese è la grande varietà dell’offerta produttiva. La superficie vivaistica della provincia vede circa 1.600 ettari dedicati ad alberi e arbusti sempreverdi, 1.420 agli alberi ornamentali a foglia caduca e 1.350 alle conifere, a cui si affiancano arbusti a foglia caduca (350), rampicanti (380) e rose (100). Un mix produttivo particolarmente ricco, che spazia dalle piante coltivate in pieno campo alla vasetteria e che raggiunge livelli qualitativi particolarmente elevati soprattutto nelle conifere e negli esemplari di grandi dimensioni. Un ruolo importante è inoltre ricoperto dalle specie autoctone, impiegate negli interventi di ripristino ambientale e di ingegneria naturalistica.Il distretto conserva inoltre un legame profondo con la tradizione delle fattorie rinascimentali toscane, da cui derivano alcune delle sue produzioni più caratteristiche: dalla coltivazione in vaso di agrumi e altre specie esotiche all’arte topiaria, attraverso cui si ottengono piante dalle forme più diverse destinate all’arredo dei giardini classici.

La grande soddisfazione

«Questi risultati confermano, con grande soddisfazione, la straordinaria vitalità del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia e la capacità delle nostre imprese di affermarsi sui mercati più esigenti - commenta Francesco Ferrini, Professore ordinario di Arboricoltura e Coltivazioni Arboree all’Università di Firenze e presidente del Distretto Rurale Vivaistico-Ornamentale della provincia di Pistoia - è il riconoscimento di una tradizione produttiva unica, costruita nel tempo grazie alla competenza, alla passione e allo spirito imprenditoriale di un intero territorio. Pistoia non è soltanto la culla del vivaismo italiano: è oggi un punto di riferimento internazionale, capace di coniugare qualità, innovazione e sostenibilità. Un primato che ci rende orgogliosi, ma che ci impegna anche a guardare avanti con ambizione e responsabilità». A Greenitaly, le competenze del vivaismo pistoiese saranno rappresentati da numerose realtà di Pistoia e provincia, quali Agraria Di Vita, Azienda Agricola Vivai Rosellini Riccardo, Buongiovanni Vivai Piante, Chiti Vivai, Peverini Piante, Pierucci Agricoltura, Romiti Giampaolo Vivai Piante, Rose Barni, Società Agricola Bonini Giulio & Figli, Società Agricola Giorgio Tesi Vivai, Società Agricola Romiti Vivai, Tesi Federico e Fabio, Vettori Giovani Piante, Vivai Agostini Stefano, Vivai Cinelli e Vivai Piante Bartolini Massimo. A queste si aggiungono altre realtà toscane, come Meristema di Buti e Triangolo Verde di Bucine, contribuendo ad ampliare la rappresentanza toscana.

Pilastro del florovivaismo nazionale

Il comparto pistoiese contribuisce alla forza del florovivaismo italiano che, secondo i dati Istat 2024 elaborati nell’Annuario Crea 2025, rappresenta oggi il terzo Paese europeo per valore della produzione. La crescita del settore è confermata dai 3,25 miliardi di euro raggiunti dalla produzione nazionale nel 2024 - il risultato più elevato dell’ultimo decennio - dalle 17.490 imprese attive e da un saldo commerciale attivo di circa 374 milioni di euro. Numeri che confermano il valore strategico della filiera e l’importanza di creare occasioni di incontro e di business per valorizzarne le eccellenze.I dati di Pistoia si inseriscono nel percorso di approfondimento con cui Greenitaly accompagna il settore verso la seconda edizione della manifestazione, offrendo una fotografia delle principali realtà produttive del florovivaismo italiano. L’edizione di esordio del 2025 ha confermato la capacità della manifestazione di generare opportunità di business lungo tutta la filiera: l’81% degli espositori si è dichiarato soddisfatto della partecipazione, l’85% dei visitatori ha manifestato l’intenzione di tornare e il 93% dei buyer ha individuato nuovi fornitori durante la manifestazione. La fiera ha evidenziato anche un forte respiro internazionale: il 68% dei buyer e degli operatori professionali proveniva dall’Europa, il 25% dal Medio Oriente e il restante 7% dal resto del mondo, con presenze in particolare da Germania, Spagna, Francia, Emirati Arabi Uniti e Qatar, confermando la capacità della manifestazione di attrarre operatori qualificati dai principali mercati di riferimento per il settore.

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