Pistoia, la preside dell'Einaudi torna a scuola. Lo striscione alla finestra: «Forza dirigente» – Il punto sulle indagini
Accoglienza all'alba in istituto da parte di docenti, genitori e personale Ata. La preside è indagata per favoreggiamento nei confronti del professore accusato di violenza sessuale su una studentessa minorenne
PISTOIA. Un'accoglienza da brividi, di quelle che non si dimenticano facilmente. Tutto pronto alle sei e mezza. L'ingresso dell'istituto professionale Einaudi di via Pacinotti non era il solito viavai silenzioso del primo mattino. Ad attendere la dirigente scolastica Elena Pignolo c'era un vero e proprio comitato d'onore composto da insegnanti, personale Ata e rappresentanti dei genitori, con in testa la presidente del consiglio d’istituto, Samuela Breschi, e il vice Federico Flori.
E ancora, striscioni bianchi appesi alle finestre con la scritta "Bentornata dirigente", un piccolo rinfresco e persino una targa speciale a lei dedicata: "Alla nostra dirigente che ha saputo affrontare con dignità e coraggio ogni difficoltà, mantenendo intatta motivazione e passione". Un ritorno a scuola inaspettato ed emozionante che mette la parola fine a quattordici mesi di assenza e reggenze temporanee per Elena Pignolo. La preside è indagata per favoreggiamento nei confronti del professore accusato di violenza sessuale su una studentessa minorenne. Pignolo è stata interdetta dal lavoro per un anno, ma mentre il professore tornava a insegnare in un altro istituto la sua richiesta di reintegro nell’attesa dell’evolversi delle indagini non era stata accolta. Fino al ricorso presentato dall’avvocato Pamela Bonaiuti.
«Sono commossa», ha detto ai presenti, visibilmente toccata dal calore della sua comunità scolastica. Una forte emozione che ha poi cercato di non far trasparire troppo, preferendo congedarsi con una battuta concisa che sa di normalità ritrovata: «Vi ringrazio, ora andiamo al lavoro».
«Sono stata reintegrata ad aprile – ha poi spiegato Pignolo, ripercorrendo i passaggi burocratici – finora sono stata in appoggio all'ufficio scolastico provinciale e da oggi (ieri, ndr) sono ufficialmente tornata all'Einaudi. Ero davvero molto emozionata». Una gioia condivisa in pieno dalle famiglie, che già lo scorso febbraio – dopo la spiacevole vicenda dello spray al peperoncino spruzzato nei corridoi – avevano inviato una formale Pec a procura e provveditorato per chiedere una valutazione sul suo reintegro. Niente contro la reggenza di Claudia Ciocchetti, che però si era trovata a gestire un impegno molto gravoso. «Siamo veramente felici del ritorno della dirigente – dichiara Samuela Breschi – e certi che collaboreremo in modo attivo, attento e trasparente, sempre per il bene dei ragazzi».
Il tunnel per la preside era iniziato l'11 aprile del 2025, travolta dall'onda d'urto dell'arresto ai domiciliari (poi tramutato in interdizione dai pubblici uffici) con l'accusa di favoreggiamento personale e omissione di atti d'ufficio. Secondo la Procura, la dirigente avrebbe gestito "internamente" e in ritardo le confidenze e le denunce relative a un professore dell'istituto, un 58enne accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una studentessa minorenne. Dopo un anno esatto di stop forzato, lo scorso 3 aprile il Tribunale del Riesame di Firenze aveva però accolto l'appello della difesa, revocando la misura interdittiva.
Mentre l'Einaudi prova a ripartire e a ritrovare la stabilità richiesta a gran voce dai genitori, la giustizia continua a fare il suo corso su binari paralleli. La prossima udienza che vedrà coinvolta Elena Pignolo è fissata per il 28 settembre. Ben più vicina è invece la scadenza del fronte principale dell'inchiesta, quello legato al docente. Il prossimo 15 luglio il gip Patrizia Martucci valuterà la richiesta di patteggiamento avanzata dal legale dell'uomo. Una transazione penale che viaggia di pari passo con il risarcimento economico: l'avvocato Enrico Zurli ha infatti confermato che il professore ha ufficialmente risarcito la famiglia della studentessa minorenne. Sulla cifra finale dell'accordo viene mantenuto il massimo riserbo.
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