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Pistoia, se Palazzo di Giano è un “Gratta e vinci”: ecco quali assessori hanno svoltato

di Mario Neri
Pistoia, se Palazzo di Giano è un “Gratta e vinci”: ecco quali assessori hanno svoltato

Da Nesti a Giusti, da Nesi a Trallori e Setaro: a chi lo stipendio da politico cambia la vita. Guadagneranno circa 3500 euro netti al mese. C’è chi era senza lavoro, chi guadagnava da prof delle superiori e chi invece ci rimette

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PISTOIA A Pistoia, sotto le volte severe di Palazzo di Giano, la rivoluzione comincia dalla busta paga. Non sarà il Quirinale, non sarà Montecitorio, non sarà nemmeno una di quelle partecipate dove i gettoni tintinnano con la grazia dei vecchi salotti buoni. Però per alcuni degli otto assessori della giunta Capecchi l’ingresso dalla porta principale del Comune somiglia parecchio a un gratta e vinci. Di quelli non milionari, certo. Ma abbastanza ricchi da cambiare il mese, l’umore e forse pure il modo di guardare il mutuo. La cifra è questa: in un Comune capoluogo di provincia sotto i centomila abitanti l’indennità di un assessore è di 5.796 euro lordi al mese. Tradotti, con le variabili dell’Irpef, fanno circa 3.500 euro netti. Chi è dipendente e si mette in aspettativa la prende intera. Chi resta al lavoro ne incassa la metà. Quasi tutti, perciò, sceglieranno l’aspettativa, perché la militanza è nobile ma l’aritmetica ha sempre un suo fascino popolare. La vicesindaca Stefania Nesi farà storia a parte: per lei l’indennità sale a 7.245 euro lordi, circa 4.300 netti. Il sindaco Giovanni Capecchi, invece, viaggerà a 9.660 euro lordi mensili, intorno ai 5mila netti, un po’ più dello stipendio da professore universitario di letteratura. Con la fascia tricolore, anche il cedolino cambia passo e a volte sembra pure poesia.

Uno dei casi più gratta e vinci, almeno nel colpo d’occhio, è Mattia Nesti, Avs, 34 anni, assessore al Bilancio, Patrimonio, Ambiente e Partecipate. Nato a Poggibonsi, pistoiese da sempre, liceo Forteguerri, laurea in Economia a Bologna, single, sinistra presa presto e mai più mollata: Rifondazione al liceo, poi Sel, infine Sinistra italiana. Fino a pochi giorni fa lavorava all’Arci Toscana e all’Arci provinciale di Pistoia. Ora gli hanno consegnato un mazzo di chiavi che pesa come un manuale di contabilità pubblica: bilancio, entrate, patrimonio, stazione appaltante, partecipate, rifiuti, sostenibilità, energia, transizione ecologica, igiene. Roba tosta. Per lui Palazzo di Giano è una svolta vera. Politica, certo. Economica, altrettanto. Cinque anni così somigliano quasi a un piano quinquennale riuscito.

Nella stessa costellazione arci-politica c’è Matteo Giusti, codino da movimentista schleiniano, Pd, nato a Pistoia nel 1989, perito industriale al Fedi Fermi, presidente della Casa del popolo di Bottegone. Anche lui, negli ultimi anni, all’Arci Toscana. Condivideva l’ufficio con Nesti. Due scrivanie vicine, due pacchetti di deleghe da trasloco. A Giusti vanno lavori pubblici, edilizia scolastica, cimiteri, accessibilità, mobilità, viabilità, trasporto pubblico locale, infrastrutture, periferie, impianti sportivi, assetto idrogeologico, collina e montagna. Se Nesti dovrà far quadrare i conti, Giusti dovrà far quadrare cantieri, buche, scuole, strade, palestre e frazioni. Una poltrona a Palazzo di Giano cambia la vita ma presenta subito il conto in riunioni e sopralluoghi.

Sandro Giannessi è un’altra specie. Lista civica Capecchi sindaco, nato a Pisa nel 1955, medico, chirurgo, specialista in chirurgia d’urgenza e toracica, primario al San Jacopo, più di ottomila interventi in carriera. Uno che la parola urgenza l’ha conosciuta in sala operatoria. Lasciato il pubblico, ha continuato a lavorare nel privato. Ora avrà - che ve lo diciamo a fare - salute, sociale, casa, inclusione, volontariato. Qui l’effetto gratta e vinci si attenua. Giannessi non pare il profilo di chi scopre all’improvviso il benessere grazie al Comune. Lui è lì per altro. Il potere logora chi non ce l’ha, e adesso lui ne avrà parecchio.

Stefania Nesi, Pd, nata a Pistoia nel 1973, vive a Pontenuovo con marito e due figli. Diplomata al Pacini, laureata in Scienze politiche a Firenze, ha avuto un incarico al Comune di Prato, una consulenza per Pearson e una docenza a contratto all’università. Dal 2006 insegna al liceo Forteguerri. Il vivaio, sempre quello. Fra i suoi allievi ci sono stati Bernard Dika, sottosegretario di Eugenio Giani, e Lorenzo Scalise, entrato in consiglio comunale a 21 anni con 924 preferenze. Nesi ne ha prese 1.776 e incassa anche il titolo di vicesindaca. Avrà politiche strategiche di area vasta, attività produttive, vivaismo, sviluppo sostenibile, progettazione europea e rapporti con il Consiglio. Lo stipendio da docente di liceo sfiora ma non raggiunge i 2mila euro. Palazzo di Giano non è l’Eldorado, la prima busta paga può comunque dare un brivido da classe media finalmente vendicata.

Elena Sinimberghi, Pd, 44 anni, ingegnera edile laureata a Firenze, iscritta all’Ordine degli ingegneri di Pistoia, arriva da Monsummano, dove per cinque anni è stata vicesindaca e assessora alla Cultura. Lì l’indennità era più contenuta: 2. 277 euro lordi, circa 1. 500 netti. Lei infatti ha continuato la libera professione nello studio di Pieve a Nievole. Ora passa alle politiche educative, alle pari opportunità e al personale, con scuola, servizi demografici, giovani e macchina comunale. Il salto economico c’è, però va misurato col reddito di una professionista. Agli ingegneri, si sa, non butta mai male. E un assessore prende bene, ma in cambio perde domeniche, telefonate e spesso pure la pace con i comitati dei genitori.

Olimpia Banci, Civici e riformisti, assessora a commercio, turismo e sicurezza urbana, è nata a Pistoia nel 1974, maturità - ça va sans dire - al Forteguerri, laurea in Economia e commercio a Firenze, commercialista nello studio Banci-Palmieri. Dal 2022 al 2025 è stata nel collegio dei revisori dei conti del Comune. È stata presidente del consiglio di istituto del Forteguerri, è negli Amici del Forteguerri, è nell’Agesci, identikit da renziana in purezza. Curriculum da Pistoia competente, associativa, ordinata. Per lei la giunta non sembra una scialuppa salariale. Semmai una deviazione dalla professione verso un territorio minato ma di relazioni: vetrine, dehors, eventi, residenti insonni, controlli, percezioni, tavolini e centro storico. Tutta gente che paga le tasse.

Marica Setaro, indipendente, assessora alla Cultura, porta a Palazzo di Giano la biografia più letteraria e più precaria. Nata a San Rufo, provincia di Salerno, nel 1988, vive a Pistoia. Laureata in filosofia, ricercatrice universitaria indipendente, studiosa di storia della psichiatria, ha lavorato sugli archivi di Basaglia, Ongaro, Pirella e Bruzzone. È stata borsista all’università di Pisa e ha pubblicato saggi. Borsista, non prof ordinaria. Anche per lei, se Palazzo di Giano non è un win for life, è certo un win for five years. Butta via. La Cultura è la delega dove tutti hanno un’idea, un festival, un artista da segnalare, una sala da chiedere, un patrocinio da pretendere. Ora c’è anche uno stipendio stabile, che nella ricerca indipendente somiglia quasi a mecenatismo istituzionale.

Chiude il giro Riccardo Trallori, Pd, assessore all’urbanistica e alla rigenerazione urbana. Nato a Pistoia nel 1988, diploma al liceo scientifico Amedeo Duca d’Aosta, iscritto al Pd dal 2008, laurea in Scienze politiche con il massimo dei voti. Dopo esperienze nel privato, è stato capo della segreteria dell’assessore regionale Stefano Ciuoffo. Nelle ultime settimane era tornato nel privato con un incarico in una cooperativa della ristorazione collettiva (le care vecchie coop rosse) . Il partito, insomma, provvedeva. Ora provvede Palazzo di Giano. Urbanistica e rigenerazione decidono quartieri, appetiti immobiliari, standard, parcheggi, volumi, varianti e confini del possibile. Trallori ha trovato il suo chill, come dicono quelli della GenZ. Durerà fino al primo comitato.

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