Pistoia, allarme coccodrillo in un laghetto: la segnalazione e le ipotesi. Si va avanti con le ricerche
I carabinieri forestali isolano lo specchio d’acqua e avviano il monitoraggio. Tra lo sconcerto e l’ilarità dei vicini, si esclude la fuga dal Giardino zoologico. I forestali stanno valutando l'opportunità di posizionare esche alimentari
PISTOIA. Un coccodrillo nel laghetto artificiale di un vivaio, nel cuore della piana pistoiese. Quella che a prima vista potrebbe sembrare una leggenda metropolitana o lo scherzo di un fine settimana primaverile, è in realtà una faccenda che i carabinieri forestali, la prefettura e il Comune di Pistoia hanno dovuto prendere sul serio.
La segnalazione
Tutto è iniziato quando un cittadino residente nei pressi di via Vecchia Fiorentina ha deciso di metterci la faccia. Si è presentato ai militari fornendo nome e cognome e ha messo a verbale una segnalazione dettagliata: «Ho visto nell'invaso privato di un'azienda vivaistica della zona un coccodrillo». Un grosso rettile nel laghetto di un vivaio. Pare poco credibile, ma gli accertamenti sono dovuti.
Le operazioni di ricerca
Ricevuto l’allarme, i carabinieri hanno fatto scattare immediatamente i protocolli di sicurezza previsti per il rinvenimento di fauna pericolosa, avvisando sia l'amministrazione comunale che gli uffici della prefettura. I militari si sono recati sul posto insieme al proprietario del vivaio per un primo sopralluogo e hanno provveduto a recintare ulteriormente e delimitare l'intero perimetro dello specchio d’acqua. La misura, del tutto precauzionale, serve a impedire che l'animale – qualora si trovasse davvero lì – possa abbandonare l'invaso e iniziare a vagare per le campagne circostanti o avvicinarsi alle vicine villette.
Al momento, però, del coccodrillo non c'è alcuna traccia visibile. Le operazioni di ricerca e ispezione stanno incontrando difficoltà tecniche a causa della conformazione del laghetto artificiale: l'acqua è profonda e il fondale è caratterizzato dalla presenza di fango e melma che limita la visibilità. Lo stesso titolare dell'azienda, tra lo sconcerto e l'incredulità, ha fatto librare in volo un drone più volte sopra lo specchio d'acqua per ispezionare dall'alto ogni centimetro della proprietà, senza rilevare alcuna anomalia.
Le ipotesi
Mentre l'area resta sotto osservazione, i forestali si interrogano su come l'animale possa, nel caso, essere finito nel laghetto. In Italia la legge vieta severamente la detenzione di rettili pericolosi per l'incolumità pubblica. L'ipotesi di una fuga dal Giardino zoologico di Pistoia è stata subito scartata: la distanza da Masiano è notevole e la struttura, prontamente contattata per una consulenza veterinaria, ha confermato che non manca nessun esemplare dal proprio parco. L'ipotesi più accreditata, nel caso in cui l'avvistamento venisse confermato, porta alla pista dell'abbandono da parte di un privato cittadino, collezionista illegale di specie esotiche, spaventato dalle dimensioni raggiunte dall'animale. Un copione già visto sul territorio pistoiese negli anni passati con il ritrovamento di grossi serpenti e, nel torrente Brana a Badia, di una pericolosa tartaruga azzannatrice.
Nel paese di Masiano, intanto, la notizia è rimasta a lungo semisconosciuta. Il vivaista aveva confidato la vicenda soltanto a un vicino di casa, chiedendogli il massimo riserbo per evitare un inutile allarmismo. Gli altri residenti della zona hanno appreso la notizia del blitz dei carabinieri con un misto di profonda sorpresa e aperta ilarità.
Il piano dei forestali
La paura tra le case è davvero poca, complice la natura bizzarra e quasi inverosimile del racconto. Nei prossimi giorni, tuttavia, le ricerche potrebbero subire una svolta: i forestali stanno valutando l'opportunità di posizionare esche alimentari strategiche lungo le sponde del laghetto per attirare il misterioso predatore e risolvere definitivamente il giallo che ha trasformato, anche solo per pochi giorni, la campagna pistoiese nelle paludi della Florida.
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