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Pistoia, il Carnevale della montagna? Giani: «Un’idea da tutelare e sostenere»

di Carlo Bardini

	Un momento dell'evento
Un momento dell'evento

Il presidente della Regione proverà a esserci per la sfilata in piazza: «Lo scorso anno mi hanno colpito la creatività dei carristi e la gioia»

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SAN MARCELLO. Lo ha visto lo scorso anno dal vivo ed è rimasto colpito, sia dalla bellezza dei carri, che dalla capacità organizzativa di tutti i paesi. I mille impegni che ha ogni giorno non gli permettono di fare programmi troppo “stretti”, ma non esclude la possibilità di poter tornare al Carnevale della montagna, manifestazione pensata e organizzata dal Comitato per le feste parrocchiali di San Marcello che si svolge questo pomeriggio.

Elogiare le proprie iniziative lo sanno fare un po' tutti, ma noi de Il Tirreno abbiamo voluto chiedere cosa pensi di questa festa al massimo rappresentante regionale che, quando può, non si esenta dal fare un salto sulla montagna pistoiese, il presidente della Regione Eugenio Giani. Già in passato anche sui social ebbe modo di complimentarsi per questo carnevale. Ormai questa manifestazione della montagna sta avendo un successo ogni anno più grande e la testimonianza è data dalle migliaia di persone che affollano il centro del paese. «Sono salito a San Marcello per il Carnevale – racconta Giani – lo scorso anno e ho potuto apprezzare la manifestazione che direi essere molto bella. Il carnevale di per sé è una festa capace di sottolineare le proprie identità, aspetto che emerge anche in questa. Con il sindaco Luca Marmo feci un giro a piedi per il paese e tra i carri e ho notato che San Marcello risponde bene anche dal punto della gestione organizzativa e sotto l'aspetto del traffico. Aspetto che ritengo, in futuro, potrà migliorare molto quando sarà fatta la variante di San Marcello, il cui studio di fattibilità è stato già finanziato».

Forse dai molti la festa del carnevale viene vista soprattutto come un periodo di scherzi, di sfilate e divertimento. Chiaramente è anche questo, ma Giani ne sottolinea un altro aspetto significativo. «Il Carnevale come sfilata allegorica rappresentata un momento di coesione tra i paesi in questo caso, o tra quartieri e rioni. Sono momenti ricchi di storia e tradizioni. Inoltre mettono in evidenza la creatività della gente e per i giovani significa formazione pedagogica. Pensi che in Toscana esistono una cinquantina di manifestazioni carnevalesche e ognuna ha una propria identità che va salvaguardata».

Giani coglie davvero colto nel segno, almeno per quanto riguarda la coesione che si crea sulla montagna pistoiese. Nel periodo che va da ottobre al giorno della sfilata, i vari paesi partecipanti sono uniti da un unico scopo che è quello di fare vedere la propria bravura artigianale e il modo di concretizzare un'idea di carro. Una coesione e una identità territoriale che si traduce anche in goliardia e scherzi tra paesi, sempre all'insegna della simpatia e del rispetto. Il Carnevale della montagna, nato quasi per gioco alcuni anni fa, sta diventando una festa sempre più strutturata e il livello dell'asticella tende ad alzarsi. L'opinione del presidente Eugenio Giani è che queste manifestazioni sono da sostenere e lascia capire che, per il futuro la Regione Toscana potrà esserci.

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