Il Tirreno

Livorno
Lutto

Muore a 52 anni Federico Frusciante, musicista, critico cinematografico e padre di “Videodrome”

di Stefano Taglione

	Federico Frusciante Commerciante e musicista si è spento a 52 anni
Federico Frusciante Commerciante e musicista si è spento a 52 anni

Livorno, la tragedia nella sua casa di via San Carlo, in centro. Regista e commerciante, il suo negozio era un riferimento per i cinefili. Il nipote Niccolò: «Zio mi diceva sempre che la musica era tutto»

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LIVORNO. Per 23 anni la sua videoteca di via Magenta è stata un punto di riferimento per i livornesi e non solo. Chiudere “Videodrome”, quattro anni fa, è stato un pugno al cuore per gli appassionati. Una decisione inevitabile, purtroppo, a causa delle spese sempre più alte e di un modo di fruire dei film decisamente cambiato con l’avvento dello streaming. È lutto in tutta la città per la scomparsa di Federico Frusciante, 52 anni, commerciante, regista e musicista.

L’artista si è spento ieri pomeriggio nella sua abitazione di via San Carlo, colpito con ogni probabilità da un infarto. Soccorso dai volontari della Svs, della Misericordia di Montenero (su un’ambulanza con a bordo l’infermiere) e dal medico e dall’infermiere giunti sull’automedica del 118, purtroppo, nonostante i ripetuti tentativi di defibrillarlo non c’è stato niente da fare. Lo ha trovato la moglie Eleonora, l’amore della sua vita, «la donna che lo spingeva a fare tutto, che nei suoi video ringraziava sempre e che amava più di ogni altra cosa», spiegano i familiari fra le lacrime.

Nato a Pontedera il 28 agosto del 1973, aveva inaugurato la videoteca nel 1999 insieme a un socio. Quel negozio è stato molto più di un’attività: uno spazio di incontro, discussione, scoperta. In un’epoca travolta prima dal dvd e poi dallo streaming, ha resistito come presidio culturale. Tra scaffali colmi di titoli rari e cult introvabili altrove, Frusciante consigliava, raccontava, provocava, difendeva il valore dell’esperienza condivisa del cinema. La sua era una passione viscerale, mai addomesticata.

Scriveva di cinema e musica su blog, curava un proprio spazio sulla rivista cult “Nocturno” e da anni aveva aperto un canale Youtube, seguito da oltre centomila iscritti. I suoi video erano diretti, appassionati, spesso controcorrente. Non inseguiva il consenso facile né le mode del momento: preferiva difendere un’idea personale e radicale di cultura, convinto che il cinema fosse ancora uno strumento potente di lettura del presente.

«La musica era la sua vera passione, zio diceva sempre che la musica era ciò che gli interessava di più – così lo ricorda il nipote, Niccolò Mendolia –. Aveva iniziato anche il progetto “Criticoni”, in cui parlava di cinema, coinvolgendo centinaia di persone che per sentire lui e i colleghi arrivavano da tutta Italia. Anche a me ha trasmesso la passione per la musica». Nel corso della sua attività aveva intervistato registi e attori, spaziando dal cinema di genere italiano a maestri internazionali.

Tra gli incontri che amava ricordare c’era quello con George A. Romero, accanto ai dialoghi con autori come Dario Argento e Sergio Martino. Era stato giurato in diversi festival cinematografici. Frusciante suonava nei “Superficie213”, band post-punk con oltre 200 concerti all’attivo e un seguito consolidato in Rete. Anche sul palco manteneva la stessa energia che lo caratterizzava dietro il bancone della videoteca o davanti alla telecamera: passione, ironia, spirito critico. Instancabile divulgatore, era ospite di incontri e rassegne in tutta Italia: università, club, festival e raduni. Le sue lezioni erano momenti di confronto acceso, mai banale, in cui mescolava analisi e provocazione, rigore e libertà di pensiero. Si definiva marxista non dogmatico, anarchico per indole, sempre pronto a rimettere in discussione certezze e convenzioni.

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