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Pistoia, nella trappola del Vincio: famiglie isolate tra una frana e un cantiere

di Giancarlo Fioretti

	Le condizioni della strada provinciale 17 in riva al Vincio
Le condizioni della strada provinciale 17 in riva al Vincio

La protesta dei residenti: «Per noi ormai difficile anche muoverci a piedi». L’avvocata Birindelli: la strada è franata un anno fa ma per il Comune i lavori non erano urgenti

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PISTOIA. Non c'è pace in riva al Vincio. Dopo la frana che, dal 21 marzo del 2025, ha provocato il cedimento di un lungo tratto della strada provinciale 17 e dopo lo sprofondamento del guado sul torrente stesso oggi non più praticabile, un guasto a una condotta idrica in via San Piero in Vincio nei pressi della chiesa sta obbligando sei famiglie a vivere intrappolate fra due cantieri, quello ormai storico della Sp 17, peraltro allestito ma non ancora iniziato, e quello più di recente approntato da una ditta che incaricata da Publiacqua per riparare la perdita che stava allagando la seppur piccola carreggiata.

«Il guasto all'impianto idrico che si è verificato di recente – dice l'avvocata Benedetta Birindelli – sta mettendo a dura prova la nostra capacità di resistenza visto che a un disagio ormai vecchio di mesi se ne è aggiunto un altro che in pratica ci rende pressoché impossibile la mobilità con le nostre auto ma anche a piedi. Per raggiungere le rispettive abitazioni, le famiglie che ora vivono fra due cantieri sono obbligate da undici mesi a transitare da una strada a doppio senso che costeggia il torrente Vincio, la cui larghezza però è così ridotta tanto da impedire lo scambio fra due vetture. Questo percorso alternativo ci fa fare alcuni chilometri in più e ci fa perdere ogni volta svariati minuti, visto che ci obbliga a passare o da Pontelungo o dalla località "Le piastrelle". Finora però avevamo resistito, con la speranza che i lavori sulla Sp 17 potessero iniziare almeno in primavera. Adesso però tutto si fa più difficile perché essendosi verificato anche questo guasto all'impianto idrico, il nuovo cantiere in pratica ci blocca l'accesso e l'uscita anche nell'altra direzione».

A rendere più complessa la situazione ci sono poi le esigenze del cantiere che sta riparando il tubo che ha ceduto. «Giorni fa – prosegue l'avvocata Birindelli – stavo uscendo di casa in auto ma un operaio addetto alla riparazione si è mostrato insofferente nel consentirmi il passaggio visto che, per farlo, avrebbe dovuto spostare tutti i mezzi meccanici presenti in cantiere e porre sul selciato un'apposita lastra di acciaio per consentirmi il transito. Il punto è che, se i problemi si sono acuiti, la causa sta senz'altro nel mancato inizio dei lavori sulla strada provinciale, previsti ma non ancora iniziati da quest'amministrazione comunale». Quando si verificò la frana, l'ufficio tecnico del Comune intervenne sul posto e fatti tutti i rilevamenti geologici del caso, non classificò questo intervento come "somma urgenza". «Dal Comune ci hanno spiegato – incalza Birindelli – non c'erano i presupposti per procedere in questo modo perché non c'era nessuna abitazione che fosse isolata. Pur mancando questo presupposto, faccio però notare che in caso di emergenza, un'ambulanza è costretta a impiegare circa dodici minuti in più per raggiungere le abitazioni delle famiglie coinvolte in questo disagio: sei per arrivare in loco e altri 6 per andar via e un lasso di tempo simile, soprattutto in certe evenienze, può risultare fatale».

Ad accrescere il timore dei residenti c'è il forte incremento dei costi stimati per poter dare una sistemazione definitiva alla strada provinciale 17, il cui cedimento ha provocato l'effetto risiko che i cittadini di questo spicchio di Pistoia stanno vivendo. Se infatti la somma prevista all'inizio era di 60 mila euro, ad ora quest'importo risulta di ben 120 mila. «Un raddoppio imputabile esclusivamente al tempo perso, visto che le continue piogge hanno aggravato la situazione e tutto ciò provoca quindi un evidente danno per le casse pubbliche».

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