Il Tirreno

Pistoia

Lutto

È morto Valerio Magnini, il guardalinee toscano che “sbandierò” Pelè: una carriera nata...per caso

di Stefano Baccelli

	Nella foto da sinistra Magnini Menicucci e Agostino Binzaghi (foto Aia)
Nella foto da sinistra Magnini Menicucci e Agostino Binzaghi (foto Aia)

Fin dai primi anni di arbitraggio fu al fianco del fischietto fiorentino internazionale Gino Menicucci

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PISTOIA. «Con Valerio era nata una bella amicizia nel nome della comune passione per il calcio e della solidarietà»: sono le parole cdi Raffaello Vescovi, lamporecchiano, ex bandiera del Cagliari, alla notizia della scomparsa avvenuta mercoledì 4 febbraio, all’età di 91 anni, di Valerio Magnini. Valerio e Raffaello hanno calcato, in ruoli diversi, i campi del grande calcio. Vescovi era un giocatore di Serie A nel Cagliari delle meraviglie degli anni Settanta quando Valerio era segnalinee (solo tanti anni più tardi definiti assistenti) dell’arbitro internazionale Gino Menicucci.

Il calcio che non c’è più

«Non credo che Valerio abbia mai fatto parte di una direzione arbitrale con me in campo – continua Vescovi – ma di quel calcio che non c’è più abbiamo parlato tante volte e se fosse successo ce lo saremmo detti. Da opinionisti nella trasmissione Giovedì Sport, condotta da Giancarlo Innocenti su Tvl, abbiamo parlato per anni della Pistoiese per la quale entrambi facevamo il tifo. È nata così un’amicizia tra noi. Lui veniva spesso con i suoi familiari alle cene di beneficenza a favore dell’Africa che mia moglie, insieme ad altri volontari, organizzava periodicamente per la chiesa di Mastromarco».

L’inizio della carriera arbitrale

Fin dai primi anni di arbitraggio Magnini fu al fianco del fischietto fiorentino Gino Menicucci. Valerio lo conobbe per caso, quando Menicucci che gli chiese di sostituire un suo guardalinee indisposto. La sua prima performance con la bandierina colpì talmente il grande arbitro fiorentino che da quel giorno lo volle sempre accanto. E una volta le terne erano pressoché fisse e i guardalinee erano scelti dagli arbitri.

L’intesa perfetta con Menicucci

«Durante le partite bastava uno sguardo tra noi. Valeva più di mille parole. L’intesa con Menicucci era perfetta; ci aiutava a dirigere bene le gare», amava raccontare Valerio agli amici. «Gli aneddoti di quel calcio che fu erano il piatto forte di tanti capannelli che si formavano attorno a lui al Tennis Club di cui Magnini fu socio per oltre trent’anni», ricorda il presidente del Tc Pistoia Luigi Brunetti. In pochi sanno che Magnini è stato anche un eccellente rappresentante di vari prodotti tra cui le patatine San Carlo («ho avuto la fortuna – rifletteva spesso Valerio – di svolgere un mestiere che mi ha permesso di gestire bene il tempo»).

L’impegno nella sezione AIA di Pistoia

Dopo aver appeso la bandierina al chiodo è stato molto attivo nella sezione Aia “Werther Zamponi” di Pistoia, con una dedizione impareggiabile: «Era molto prodigo di consigli – rivela il presidente del Comitato Arbitri della Toscana Tiziano Reni – e un ottimo osservatore dei nostri arbitri. La crescita della sezione la dobbiamo molto anche a lui».

Il ricordo personale di Tiziano Reni

«Ho un personale ricordo da raccontare. Venne a vedermi arbitrare in una mie delle primissime partite consegnando una valutazione positiva. Mi fu da sprone per iniziare la carriera poi arrivata fino ai professionisti. E non ha mai smesso di seguirmi», ricorda ancora Reni, aggiungendo con amarezza: «Domani sera avrei avuto l’onore di consegnargli la targa per i suoi sessanta anni di militanza nell’Aia di Pistoia». Una sezione storica che l’anno prossimo compirà il secolo di vita essendo stata fondata nel 1927. Valerio Magnini avrebbe ben volentieri presidiato alle grandi cerimonie che saranno organizzate. E ben volentieri raccontato le sue frequentazioni dei più importanti stadi del mondo e per esempio di aver impugnato la bandierina quando il campo c’era nientemeno che Pelé.

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