Maresca, il Circolo di Tafoni rischia di sparire: «Cerchiamo una nuova gestione»
Nato nel 1914 per il Mutuo soccorso, è mandato avanti da volontari. Il presidente Puccianti: «Siamo in quattro, due hanno più di 80 anni. Servono forze fresche per una realtà importante»
MARESCA. Se e un giovane entra nel circolo di Tafoni, lo può scambiare per un comune bar. C'è un bancone per caffè e bevute, una piccola pizzeria e un'ampia sala da ballo. Servizi comuni a locali di questo genere. Eppure le cose non stanno così.
A Tafoni, da 112 anni, esiste il Circolo ricreativo di Mutuo soccorso, uno dei pochi ancora in vita e che vide muovere i primi passi nel 1914, con uno scopo ben specifico, quello umanitario. Assistere i soci in caso di malattia o di bisogno economico, rivolto soprattutto alla classe operaia di allora. Fu proprio la volontà di alcuni paesani di fare qualcosa per il loro paese. Creare un luogo, dove ritrovarsi, stare assieme, passare il tempo libero e mutuare, appunto, coloro che avevano bisogno. Una realtà ben lontana da quelle attuali, che nascono, giustamente, non solo per offrire qualcosa ai paesi, ma anche come fonte di guadagno. Ai primi anni dello scorso secolo le cose erano ben diverse. In quegli anni remoti era il circolo che offriva aiuto agli altri in caso di bisogno. Oggi si mostra l’altra faccia della medaglia, e sono alcuni soci del consiglio direttivo a cercare aiuto per una nuova gestione e assicurare un futuro a questo locale. Non che adesso sia chiuso. L'impegno costante di qualche volontario garantisce un servizio continuativo con diverse manifestazioni, il ballo, e d'estate ancora molto di più. Ma questi volontari non sono più giovanissimi, e cercherebbero forza nuova per alternarsi e magari, come accennato, anche dei nuovi gestori. L'appello formale è stato lanciato venerdì scorso, durante una manifestazione organizzata da un gruppo di giovani, nella quale si raccontava l’illustre passato di Maresca, con tanto di elenco di negozi e esercizi ricettivi che il tempo ha cancellato. In questo contesto è stato sottolineato come il Circolo di Tafoni, tra alti e bassi, naturalmente, sia ancora in piedi e offra i suoi ambienti al servizio di altre realtà.
«Il nostro circolo – ricordano il consigliere Umberto Dolfi e il presidente del consiglio Renzo Puccianti (impegnati in prima persona assieme aDaniela Lari ed Elsa Filoni) – è ancora ben vivo, nonostante i suoi 112 anni. È chiaro che in tanti anni le cose sono cambiate, anche perché i tempi e la società sono ben lontane da quelle di prima. Ma il nostro locale è attivo, e lo usiamo sia come consiglio con le serate di ballo che per manifestazioni o altre iniziative. Il fatto – sottolineano i due soci – è che non siamo più giovanissimi. Sarebbe bene che fossero le nuove generazioni a occuparsene. Ci piacerebbe che quando noi non potremo fare più volontariato, ci sia un ricambio, in modo che il circolo di Tafoni, non vada a morire. Il nostro appello – dicono Dolfi e Puccianti– è soprattutto per una nuova gestione».
Diversi decenni fa questo Circolo, di proprietà della Coop, era sempre affollato. Sala biliardo, punto di ritrovo, sede del seggio paesano che adesso non c'è più, punto di telefono pubblico. A cantare venivano anche grandi nomi e nel libro scritto per i suoi primi 100 anni, c'è chi ricorda anche che nel 1960 arrivò ad esibirsi Oscar Carboni, allora molto famoso, padre di Luca Carboni.
Quelle pareti sono impregnate di storia, tradizioni e “sudore” di quegli anziani che lo vollero a tutti i costi. Renzo Puccianti e Umberto Dolfi sperano che qualcuno possa ancora sentire quell'attaccamento a un locale che è del paese e che merita ancora un posto speciale nella memoria collettiva.
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