Il Tirreno

Pistoia

Tribunale

Quarrata, bimba di 3 anni morsa da un cavallo: condannata azienda agricola

di Pietro Barghigiani

	La piccola è stata morsa al volto mentre si trovava in un'azienda agricola con i genitori (foto di repertorio)
La piccola è stata morsa al volto mentre si trovava in un'azienda agricola con i genitori (foto di repertorio)

Risarcimento di 40mila euro, la piccola ferita al viso mentre stava visitando la struttura con i genitor. La cicatrice sarà permanente

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QUARRATA. Lei, una bimba di 3 anni, stava passeggiando con il papà all’interno di un’azienda agricola, mentre la mamma era poco distante. Lui, il cavallo, al di là della staccionata, si era avvicinato con il muso verso la piccola. In una frazione di secondo la visita della famiglia nell’agriturismo diventa la disperazione della coppia dei genitori: il cavallo morde al volto la bambina procurandole una ferita che viene suturata dai sanitari del Meyer dove la piccina viene trasferita d’urgenza. Una lesione trasformata in cicatrice permanente.

La storia risale al 25 ottobre 2022 e, dopo il passaggio in ospedale, ha imboccato la strada della causa civile con richiesta danni verso la proprietà del luogo in cui avvenne l’incidente. Sentiti i testimoni e acquisita la consulenza sulle ferite riportate dalla bambina, il Tribunale di Pistoia (giudice Lucia Leoncini) ha riconosciuto la responsabilità del legale rappresentante dell’azienda agricola e lo ha condannato a risarcire i genitori della piccola con circa 40mila euro, di cui 7mila di spese legali.

Nel racconto del papà al giudice è stato ricostruito l’episodio: «La bambina era accanto a me, sotto il mio controllo, e in un attimo il cavallo allungò il muso tra la staccionata e la morse sulla guancia sinistra. La bambina in quel momento si trovava alla mia sinistra. In quel momento, oltre a me e a mia figlia non c’era nessun altro. Mia moglie credo fosse in prossimità del parcheggio, davanti al locale».

Per l’azienda agricola c’era un concorso di colpa del papà che non avrebbe vigilato sulla figlia, ma la tesi non è stata accolta dal giudice. Non è stato chiarito «in modo circostanziato come una presunta negligenza del genitore presente avrebbe influito sulla determinazione del sinistro (ad esempio, niente è stato allegato circa il posizionamento e la consistenza delle staccionate protettive, ovvero circa l’ingombro degli animali e la possibilità fisica per costoro di sporgersi dalle staccionate e di quanto, ecc.) talché anche sotto questo profilo la deduzione difensiva è rimasta sfornita di qualsiasi elemento di supporto». Alla bimba furono messi diversi punti sulla guancia sinistra, ferita con sanguinamento dal morso del cavallo. «A tale ferita è residuato un esito cicatriziale ben visibile in regione zigomatica sinistra associato ad una asimmetria facciale lieve, con depressione circoscritta della guancia sinistra che costituisce un pregiudizio estetico complessivo moderato, per sede e dimensioni, evidente anche ad una osservazione superficiale – conclude la sentenza -. Si precisa che la cicatrice conserverà con la crescita della bambina, la sua efficienza menomativa disestesica». Per sempre segnata in volto dal morso del cavallo.

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