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La tragedia

Pistoia, ha un malore nel parcheggio di Careggi: morta infermiera di 61 anni

di Tiziana Gori

	L'ospedale San Jacopo di Pistoia e Catia Vannucci
L'ospedale San Jacopo di Pistoia e Catia Vannucci

Catia Vannucci lavorava all'ospedale San Jacopo. Il ricordo degli amici: «Mancherai a tutti quelli che ti amano e credici, siamo davvero in tanti»

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PISTOIA. Ha avuto un malore nel parcheggio dell’ospedale Careggi, dove dopo l’operazione si recava per sottoporsi a terapia. Un arresto cardiaco che non le ha lasciato scampo, nonostante i tentativi strenui dei sanitari di tenerla in vita.

Se n’è andata così, lasciando sgomenti il marito Alessandro e la sorella Stefania, i colleghi dell’ospedale San Jacopo e gli amici, i tanti amici del suo paese e del coro della chiesa di Sant’Angelo, dove cantava da 30 anni.

Domani (8 gennaio) alle 16, nella sua chiesa, a Bottegone, l’ultimo saluto a Catia Vannucci, 61 anni, infermiera del San Jacopo.

Se c’è una cosa che don Piergiorgio Baronti, parroco di Bottegone, ha saputo fare e per cui ha speso il suo magistero di prete, è l’impegno per creare comunità. Della frazione alle porte di Pistoia, il coro parrocchiale è stato per tanti anni uno dei suoi “passaporti di eccellenza”. Catia Vannucci amava il canto e faceva parte sin dall’inizio di quell’esperienza.

La notizia della sua scomparsa si è diffusa rapidamente a Bottegone, così come tra i colleghi dell’ospedale. «Ciao Catia – scrive Daniele Lucarelli, anche lui componente del coro – basta leggere quello che tutti i tuoi amici stanno scrivendo di te per capire la persona che sei stata e il perché tanti ti volessero un gran bene. Io ricordo una ragazza dolce, gentile, buona, disponibile e sempre sorridente. Mi mancherai, mancherai al nostro coro parrocchiale, mancherai a tutti quelli che ti amavano e, credimi, siamo davvero in tanti. Sapere che non ti vedrò più nelle panche del coro mi fa un gran male. E mi fa male pensare che non potrò più mandarti le foto delle nostre amate Dolomiti. Mi fa male pensare che non potrò più telefonarti per raccontarti di un sentiero che stiamo facendo, come ci è capitato durante queste ultime estati. Mi viene da pensare che la vita non è giusta, però è anche quella cosa che ci concede il privilegio di conoscere qualcuno come te. Ora che sei con Silvia e Gabriele, vegliate su di noi e rendete il nostro dolore un po’ più lieve. Addio dolce amica mia, cammina sulle montagne del Cielo».

«Non siamo rimasti molti – spiega Lucarelli – non c’è stato grande ricambio negli anni. Ma del coro Catia ha continuato a far parte fino a quando le condizioni di salute glielo hanno permesso. Ci ritroviamo ogni venerdì». L’amore per la musica che diventa condivisione e amicizia.

«Conoscevo Catia dal 1982 – spiega Giovanni Susini, sindacalista Cisl – da quando frequentavamo la scuola infermieri. Abbiamo lavorato insieme al Ceppo, e dal 2013 al San Jacopo.

Catia prima svolgeva l’attività di infermiera negli ambulatori medici. Ultimamente prestava servizio - sino a quando la malattia glielo ha consentito - nella reception dell’area medica. Era prossima alla pensione, aveva affrontato vari problemi di salute e ora stava seguendo delle terapie a Careggi. Era una “ragazza” di una bontà unica, solare. Un’ottima collega».

Il funerale, celebrato da don Baronti, si svolgerà domani alle 16 nella chiesa di San Michele Arcangelo. La salma è esposta alle cappelle della Misericordia di Bottegone.

Catia lascia il marito Alessandro Puccini, con cui condivideva il grande amore per la montagna. Si erano sposati, sulle Dolomiti, nel 2018.

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