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Strage di Capodanno, coordinati dalla Cross di Pistoia i trasferimenti dei feriti italiani: come funziona l’emergenza

di Tiziana Gori

	Il dolore degli amici delle vittime
Il dolore degli amici delle vittime

Crans-Montana: alla Centrale remota diretta da Andrea Nicolini il compito di gestire le operazioni di soccorso verso gli ospedali per grandi ustionati

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PISTOIA. Sono coordinate dalla Cross di Pistoia le operazioni di trasferimento dei feriti di Crans-Montana negli ospedali del Paese. «Non abbiamo mezzi sul posto ma passa da noi il coordinamento tra i soccorritori che devono trasferire i ragazzi e gli ospedali per grandi ustionati che danno la disponibilità ad accoglierli».

È l’ennesima dimostrazione di fiducia nel lavoro e nelle qualità degli operatori della Centrale remota operazioni soccorso sanitario, che opera per la Protezione civile nazionale dal 2016 e di cui esistono due sole realtà in tutta Italia: Torino e Pistoia. A dirigere la Cross pistoiese è il dottor Andrea Nicolini, anche direttore dell’emergenza - urgenza territoriale dell’Asl Toscana Centro.

Nella strage di Capodanno di Crans-Montana sono morte 47 persone, 115 risultano essere al momento i feriti, di cui molti in condizioni critiche per le ustioni riportate nell’incendio del lounge bar “Le Constellation” e i traumi da schiacciamento conseguenti al tentativo di fuga sull’unica scala che costituiva l’ingresso e l’uscita del locale, ricavato da un bunker antiatomico.

Sono stati tutti portati all'ospedale Niguarda di Milano i sette pazienti, feriti e ustionati a Crans-Montana, finora trasferiti. «I mezzi impiegati – spiega il dottor Nicolini – sono in prevalenza elicotteri messi a disposizione dalle Regioni. Si tratta di velivoli dei servizi di soccorso con personale specialistico a bordo. Al momento il supporto principale arriva dalle regioni del nord, nello specifico Lombardia, Piemonte, Veneto, Valle d'Aosta, Liguria ed Emilia-Romagna».

È una situazione indubbiamente complessa da gestire? «Sì, ma ritengo che stiamo dando una risposta adeguata. Ieri mattina (due giorni fa, ndr) siamo stati contattati dal Dipartimento nazionale della Protezione civile per coordinare insieme a loro il trasferimento dei feriti italiani, dalla località Svizzera agli ospedali del nostro Paese. È stata attivata un’operazione Medevac (come quelle organizzate nei mesi scorsi per il trasferimento dei feriti da Gaza). I feriti italiani vengono identificati attraverso il sistema europeo. Noi – spiega Nicolini – ci occupiamo dei trasferimenti, effettuati attraverso gli elisoccorsi delle Regioni verso i centri per Grandi ustionati degli ospedali che hanno dato la disponibilità».

Ed è stata una disponibilità trasversale? «Assolutamente sì. Tre feriti il primo giorno e quattro oggi (ieri, ndr) sono stati trasferiti al Niguarda di Milano, ma contiamo di poterli distribuire anche in altre regioni. Si sono offerti anche il Meyer di Firenze e Cisanello». 

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