Il Tirreno

Pistoia

La lettera

Elezioni Regionali, le segretarie del Pd pistoiese si appellano a Fossi: «Serve una donna come capolista»

di Giancarlo Fioretti
Elezioni Regionali, le segretarie del Pd pistoiese si appellano a Fossi: «Serve una donna come capolista»

Cinque dirigenti locali: «Costruiamo un partito davvero femminista». La lettera prova anche a rompere il dualismo tra Dika e Trallori. In pole per guidare la truppa dem ci sarebbe Querci

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PISTOIA Che il partito di Elly si compia davvero, perché non basta agitare il vessillo del femminismo se poi non si compie nelle scelte del Pd. Non basta invocare i ruoli apicali per le donne, bisogna riconoscerli. Per questo cinque segretarie di altrettante unioni comunali del Pd della Provincia di Pistoia chiedono che il capolista alle prossime elezioni regionali sia una donna. Un appello al segretario toscano Emiliano Fossi sottoscritto da Cinzia Baronti di Buggiano, da Monica Birindelli, di Pieve a Nievole, da Silvia Franchi di Uzzano, da Carla Micheletti di Sambuca pistoiese e da Rita Squittieri di Larciano proprio alla vigilia della direzione regionale che deciderà delle liste per le regionali di ottobre.

«La presenza di donne competenti e competitive nella lista per la corsa alle elezioni regionali è essenziale per costruire un partito democratico davvero femminile e femminista. Siamo certe che questo elemento possa avvicinare molte donne al voto. Per questo chiediamo al segretario Emiliano Fossi e al livello regionale del partito l’indicazione di una figura femminile come capolista alle prossime regionali», scrivono le cinque segretarie di altrettante unioni comunali. A beneficiare di questo loro endorsement sarebbe probabilmente Simona Querci, la cui candidatura ha riscosso ben 12 indicazioni nelle consultazioni promosse dal segretario provinciale Mazzanti fra i segretari delle unioni comunali della provincia e gli altri maggiorenti del partito.

Dietro di lei si è posizionata Chiara Cardelli, espressione del partito della Valdinievole, con 8 indicazioni poi, più staccate, Simonetta Bartoletti della Montagna pistoiese con 3 segnalazioni insieme alla consigliera comunale di Pistoia Antonella Cotti. Quest’ultima, che riveste il ruolo di segretaria provinciale delle Donne Democratiche, ha preferito non sottoscrivere l’appello lanciato al livello regionale del partito affinché il capolista sia in realtà una capolista.

Simona Querci viene considerata molto vicina all’onorevole Marco Furfaro, astro non più nascente bensì consolidato del Pd nazionale, e in piena sintonia con Bernard Dika che in via Forlanini sono convinti debba essere investito del ruolo di guidare la lista pistoiese alle prossime regionali. Insegnante di lettere iscritta alla Cgil, Querci potrebbe drenare da questo ampio bacino elettorale i consensi necessari per un exploit. In fondo non sarebbe la prima volta: 5 anni fa, a portare in cima alla lista la fiaccola del Pd fu Federica Fratoni che poi risultò eletta ma che, in questa tornata elettorale, ha deciso di fare un passo indietro.

La scelta di Simona Querci consentirebbe al partito di superare il dualismo che sta emergendo in questi giorni fra Bernard Dika e Ricardo Trallori, che gode dell’appoggio del consigliere regionale uscente Marco Niccolai e per la cui candidatura si sono schierati circa un migliaio di militanti democratici, molti dei quali con ruoli di partito o istituzionali. «Il nostro partito sta portando avanti un grande lavoro per realizzare la piena parità tra i generi. L’elezione di Elly Schlein ha contribuito a questo percorso, che deve andare avanti - scrivono le segretarie - La proposta di una donna come capolista va nella direzione di consolidare questo processo. Ogni figura femminile proposta dalla direzione provinciale è pienamente in grado di svolgere questo ruolo».

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