Il borgo toscano resta isolato per un mese: il ponte chiude per lavori, si entra solo a piedi nel paese rifugio di Terzani
La strana vicenda di Orsigna, nel Pistoiese. Residenti e commercianti perplessi: resta il grande nodo dei mezzi di soccorso. «Se qualcuno si sente male e ha bisogno di aiuto, che si fa?»
ORSIGNA (PISTOIA). Il “Ponte Melini” di Pracchia verrà chiuso dal prossimo 27 agosto, perché oggetto di lavori di manutenzione straordinaria. Ma la popolazione interessata, all'incontro di giovedì 7 agosto con la Provincia, è uscita insoddisfatta e ancora con tanti dubbi. L’assemblea pubblica si è svolta nella piazza dell'Orsigna, il paese-rifugio di Tiziano Terzani, tra la popolazione e in parte quella di Pracchia per affrontare, ancora una volta, la chiusura del ponte.
Cosa succede adesso
A descrivere quello che sarà il procedere del cantiere era presente la consigliera provinciale alla viabilità Lisa Amidei, affiancata dai due ingegneri, e Matteo Giusti, consigliere comunale di Pistoia, nonché anche provinciale con delega al trasporto pubblico locale. Dopo un'introduzione di Amidei, i tecnici della Provincia hanno spiegato che i lavori inizieranno il 27 agosto e la carreggiata rimarrà chiusa al transito dei mezzi ma esisterà una passerella per il passaggio pedonale. Questo per il primo mese. Rispettando la tabella di marcia la seconda e ultima fase inizierà il 24 settembre e durerà fino al 23 ottobre, tempo in cui sarà fatta la nuova soletta e la gestione dei sotto servizi. In questa seconda fase si potrà passare con le automobili. La ditta che lavorerà lo farà in regime di ottimizzazione tempi, cioè lavorerà per più ore durante la giornata e anche il sabato. Ma quello che i presenti si aspettavano erano risposte immediate alle tante domande portate all'attenzione anche in passato.
E ora che si fa?
Ad esempio relative al trasporto locale, alle emergenze sanitarie, e ad altri servizi in generale. A condizioni normali tutto è semplice, ma con il ponte chiuso - un ponte che ricordiamo serve due regioni, Toscana ed Emilia - diventa tutto molto complicato. I presenti si aspettavano almeno una bozza di piano in cui si evidenziamo risposte ai quesiti. «Ci aspettavamo che si presentassero con un piano operativo dettagliato – afferma Giovanni Corrieri della zona Lavacchini dell'Orsigna – in cui si indicavano soluzioni concrete. Sono ormai due anni – prosegue che si stanno dicendo le stesse cose ma, a pochi giorni dall'inizio del cantiere, sappiamo troppo poco. Bisognava entrare nel dettaglio. Noi siamo talmente pochi che bastava un interesse maggiore nei confronti delle nostre necessità». Gli fa eco Alessandro Bruni, del ristorante-albergo Melini di Pracchia. «Dovevano indicare un piano operativo. Dovevano essere presenti altre figure, quelle legate all'erogazione dei servizi necessari». Un concetto ribadito anche dalla consigliera provinciale di FdI Francesca Capecchi «è da tempo che richiedevamo la presentazione di un piano sicurezza, ma vedo che anche oggi manca un documento». «Stiamo lavorando da tempo – ha detto Giusti – per garantire sia i trasporti (Orsigna-Pracchia) che gli altri servizi. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, stiamo contattando il volontariato locale ma se non dovesse nascere niente ci rivolgeremo ai privati tramite gara pubblica». Per le attività e per gli esercizi commerciali saranno previsti i ristori.
