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Pistoia

Bancarotta ed evasione fiscale: la Finanza sequestra 800mila euro

Bancarotta ed evasione fiscale: la Finanza sequestra 800mila euro

Sviluppi nelle indagini nate dal fallimento di un’azienda di biancheria

23 dicembre 2023
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PISTOIA. Bancarotta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio. Sono queste le accuse nei confronti di tre imprenditori della provincia di Pistoia (i nomi non sono stati resi noti in quanto le indagini sono ancora in corso) che hanno fatto scattare un provvedimento di sequestro preventivo per 800mila euro – in forma diretta e per equivalente – emesso dal gip del tribunale, su richiesta della procura della Repubblica, ed eseguito dai militari del gruppo della Guardia di Finanza di Pistoia.

Le indagini erano partite nel 2018, dopo il fallimento di una nota azienda specializzata nella produzione e nel commercio di biancheria per la casa. Accertamenti lunghi e delicati in quanto il trasferimento dei capitali all’estero aveva richiesto tempo per essere verificato. Sono così stati sequestrati e recuperati, a favore dei creditori e dell’Erario (quindi della collettività), somme di denaro e beni per un valore complessivo di circa 800mila euro.

In dettaglio, i sequestri hanno riguardato 20 unità immobiliari (6 abitazioni, 10 locali destinati ad autorimessa, 3 magazzini e un terreno) disseminati fra la Provincia di Milano e la Valle Anzasca (nella Provincia di Verbano Cusio Ossola), 4 autoveicoli e i saldi attivi di 8 rapporti bancari.

Le indagini, condotte dalla Sezione operativa volante del gruppo di Pistoia, hanno consentito di ricostruire le complesse vicissitudini, economiche e societarie, di due imprese della provincia, dichiarate fallite nel 2018, già attive nella produzione e nel commercio di biancheria per la casa.

«Allo stato del procedimento – spiegano le Fiamme gialle pistoiesi – e secondo l’ipotesi vagliata dal giudice nel provvedimento cautelare reale, fatte salve le successive valutazioni, in merito all’effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità delle 6 persone attualmente sottoposte ad indagini (oltre agli amministratori e procuratori speciali delle imprese, sono stati ritenuti concorrenti nei reati fallimentari e tributari, per consapevole omesso controllo, anche i componenti del collegio sindacale di una di esse), ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna – è emerso che il patrimonio delle due aziende sarebbe stato depauperato attraverso ingenti forniture di merci, senza corrispettivo, a favore di altre imprese collegate, anche con sede in Gran Bretagna e negli Usa. Nonché riconoscendo compensi agli amministratori, per alcune centinaia di migliaia di euro, nonostante lo stato di crisi conclamata».

Con queste operazioni, riconducibili ad un’unica regia, sarebbero state anche rese infruttuose le procedure coattive di riscossione delle imposte non versate dall’azienda, che aveva accumulato cartelle esattoriali, per gli anni dal 2000 al 2017, per oltre 2,5 milioni di euro.

Inoltre, il principale indagato aveva movimentato circa un milione e mezzo di euro con una serie di passaggi tali da ostacolarne concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa (da qui l’accusa di autoriciclaggio).

«L’operazione – conclude la Finanza – è un’ulteriore testimonianza dell’impegno del corpo a tutela degli imprenditori e dei contribuenti rispettosi delle leggi, che si concretizza nel continuo contrasto ai comportamenti illeciti che ostacolano lo sviluppo economico e alimentano sperequazioni e diseguaglianze , distorcendo le regole del mercato e sottraendo allo Stato preziose risorse.

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