Caso stufe e camini, il sindaco di Serravalle: «Le norme non sono chiare»
Piero Lunardi attacca la Regione sulla norma per l’accatastamento degli impianti
SERRAVALLE. La Regione Toscana rinvia al 30 marzo 2024 il termine per l'accatastamento delle stufe e dei camini a biomasse. Tuttavia, la delibera della Regione Toscana 2022/2023, che impone questo tipo di procedura, «sta creando disorientamento e molte difficoltà applicative, provocando malcontento e proteste da parte dei cittadini». Lo afferma il sindaco Piero Lunardi. «La disposizione della Regione è arrivata come un fulmine a ciel sereno, nonostante la delibera sia del marzo scorso – spiega – La mancanza, in quest'arco di tempo, di una comunicazione capillare e di un' informazione adeguata stava causando le sacrosante proteste di coloro che dovevano adempiere a quest'obbligo. I Comuni non erano stati coinvolti per fissare le procedure e allora la confusione era decisamente aumentata.
Le contestazioni maggiori riguardavano appunto sia la mancata informazione nei tempi utili per rispettare i termini per fare la denuncia (30 settembre scorso, poi spostato al 30 marzo 2024) sia le procedure applicative per farla, visto che dovevano essere usati obbligatoriamente strumenti informatici». E aggiunge: «Anche se la Regione aveva spiegato che si trattava di una denuncia semplice e che non richiedeva particolari conoscenze, ci sono cittadini, soprattutto quelli anziani che risiedono in Comuni montani, che non riusciranno ad adempiere a quanto deciso dalla Regione Toscana. Molte persone chiedono una descrizione più chiara e comprensibile per tutti degli impianti soggetti all’accatastamento oltre a procedure più semplici per provvedere alla relativa comunicazione. Anche i Comuni si trovavano in grosse difficoltà».
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