Il Tirreno

Pistoia

Scoppia una bombola capannone in fiamme in un’azienda vivaistica

L’intervento dei vigili del fuoco nel vivaio di via Guido Rossa (Foto Vigili del Fuoco)
L’intervento dei vigili del fuoco nel vivaio di via Guido Rossa (Foto Vigili del Fuoco)

All’origine dell’incendio ci sarebbe un corto circuito. Distrutte attrezzature e due veicoli, indagini incorso

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PISTOIA. All’origine ci sarebbe stato un corto circuito nell’impianto elettrico. E quando le fiamme, dopo essersi propagate lentamente, hanno raggiunto una bombola di argon c’è stata l’esplosione. Un boato che, nel silenzio della notte, è stato avvertito a chilometri di distanza

Teatro dell’incendio, l’azienda Soldi Vivai di via Guido Rossa, i cui terreno corrono lungo via Erbosa, alla periferia della città. Il fuoco si è sviluppato all’interno di un capannone al centro del vivaio, adibito a rimessa di mezzi e materiali per le lavorazioni. Una volta esplosa la bombola (si tratta del gas che viene utilizzato per le saldature) e andati in frantumi i vetri, l’afflusso improvviso di ossigeno ha fatto levare le alte lingue di fiamma verso il cielo.

È a quel punto che alcuni residenti della zona, svegliati, si sono affacciati e, visto quello che stava succedendo, hanno dato l’allarme. Era da poco passata l’una di notte quando sul posto sono accorse una squadra e due autobotti dei vigili del fuoco del vicino comando di via Russo. Mentre la centrale del 118, inviando intanto un’ambulanza della Misericordia e l’automedica, attivava la procedura prevista per le maxi-emergenze, quando cioè si verificano incidenti in cui potrebbe essere a rischio la salute della popolazione, come, appunto, nel caso di incendi di rilevanti dimensioni con la possibilità di diffusione di fumi tossici.

Già fin da subito è apparso chiaro che nessuna persona era rimasta coinvolta della deflagrazione e che i fumi dell’incendio non coinvolgevano le vicine zone residenziali.

I vigili del fuoco hanno comunque avuto la meglio sulle fiamme nel giro di un’oretta. Il capannone coinvolto è tra l’altro in una posizione isolata, circondata dalle coltivazione, per cui l’incendio non si è propagato ad altre strutture. I danni hanno riguardato quindi ciò che si trovava all’interno del capannone: oltre a due veicoli (i botti causati dallo scoppio degli pneumatici sono stati avvertiti nel raggio di centinaia di metri), fertilizzanti, piante e attrezzature varie.

Sul posto sono intervenuti anche carabinieri e polizia. È stata la polizia scientifica della questura a eseguire, assieme ai tecnici dei vigili del fuoco, i rilievi in cerca di tracce di un’eventuale origine dolosa dell’incendio, che al momento sarebbe esclusa con quasi assoluta certezza. Come accennato, le fiamme si sarebbero sviluppate per via di un corto circuito dell’impianto elettrico del capannone, che è stato trovato perfettamente chiuso. Anche le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza della zona non hanno evidenziato movimenti sospetti. Il capannone è stato comunque posto sotto sequestro per consentire di portare a termine tutti gli accertamenti di legge.



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