Il Tirreno

Pistoia

Lo zoo dei grandi numeri raddoppia

Valentina Vettori
Lo zoo dei grandi numeri raddoppia

Già oggi l’impianto di Pistoia conta centomila visitatori e “smuove” 5 milioni di euro. Ed entro il 2020 passerà da sette a quattordici ettari

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Centomila visitatori ogni anno e ricadute economiche per il settore turistico-ricettivo del territorio pistoiese stimate in cinque milioni di euro. Sono i numeri eccezionali del giardino zoologico di Pistoia - che ha per simbolo il lemure del Madagascar - e che si prepara al 2017, anno di Pistoia capitale italiana della cultura, con una novità. Un'area più spaziosa destinata ad accogliere la maxi colonia dei 23 pinguini sudafricani, dove i visitatori potranno entrare a contatto quasi diretto con gli animali.

A spiegarlo è Paolo Cavicchio, direttore dello zoo, che per il futuro della struttura ha le idee molto chiare. Puntare a sviluppare la missione educativa e di sensibilizzazione del giardino zoologico nei confronti di grandi e piccini, attraverso corsi sulla biodiversità e sulle tematiche ambientali e di salvaguardia delle specie animali in via di estinzione. Anche per questo, nella nuova area pinguini - che sarà inaugurata con l'arrivo del nuovo anno - verranno promosse attività didattiche rivolte ai bambini per mostrare i rischi che corrono gli animali a causa dell'innalzamento delle temperature dell'oceano, così come per gli sversamenti di petrolio. Attività interattive svolte a contatto quasi diretto con i pinguini, così da incrementare l'empatia fra uomo e animale.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.13963188:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13963188:1652261734/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Ma quella del 2017, è solo una piccola anticipazione di ciòo che sarà l'enorme progetto di ampliamento del parco. Da qui al 2020, anno in cui festeggerà il suo 50° anniversario, l'attuale assetto dell’area sarà completamente modificato. Quattro anni per raddoppiare il parco, dagli attuali sette ettari, ai quattordici del futuro. Uno zoo che si rinnoverà e ospiterà un'area di savana africana per elefanti, giraffe, zebre e struzzi. Un'area euroasiatica per le tigri e un bosco naturale pensato per organizzare visite guidate immersi nel verde.

Cavicchio sottolinea poi anche la nuova vocazione verso cui si sposterà il giardino. Ovvero quella museale. Il progetto del nuovo zoo prevede, infatti, anche un'area dedicata agli animali estinti e in via di estinzione. Dai dinosauri preistorici, alla tigre asiatica di cui rimangono solo tremila esemplari. Specie che, solo nell'ultimo secolo, ha visto perdere il 95% degli animali viventi.

«Il ruolo degli zoo del futuro - spiega Cavicchio - dovrà, sempre più, essere quello di grande arca per accogliere gli animali a forte rischio estinzione. E di promuovere progetti per la salvaguardia degli animali nel loro habitat naturale». Progetti coordinati dalla cooperazione con professionisti della comunità scientifica per gestire il numero degli animali che crescono in cattività, e sperimentare progetti di reinserimento in natura.

Centomila ingessi ogni anno - lo dicevamo - al giardino zoologico di Pistoia dove la parte del leone, è proprio il caso di dirlo, la fanno le famiglie. Presenze che superano il 50% degli ingressi totali. Un pubblico variegato, principalmente toscano (il 25% dall'area metropolitana Firenze, Prato, Pistoia, Empoli e un 20% dal resto della regione) e delle regioni limitrofe (35% degli ingressi) nel periodo autunnale e invernale, con un vero e proprio boom di presenze straniere (circa il 20%) in estate. E a scegliere, in maggioranza, una giornata allo zoo sono turisti nord europei. Prevalentemente olandesi.

«Un'enorme ricaduta per il settore ricettivo - commenta Cavicchio, che è anche presidente del Consorzio turistico città di Pistoia - segno che lo zoo contribuisce in modo significativo a muovere il flusso turistico in città».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il maxi-rogo

Incendio a Vicopisano, cosa abbiamo respirato? Rogo domato, ma adesso l’attesa è per i campionamenti Arpat

di Lorenzo Carducci e Luca Cinotti
Speciale Scuola 2030