Il Tirreno

Toscana

L’intervista

Fi-Pi-Li, l’allarme dei “Dannati”: «Buche, tir e code infinite: vi dico i punti critici e le nostre proposte»

di Rita Lazzaro

	Un tratto della Fi-Pi-Li
Un tratto della Fi-Pi-Li

Per la community da circa 10mila iscritti il problema non è solo la manutenzione della strada: parla l’amministratore dei gruppi WhatsApp

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I Dannati della Fi-Pi-Li” è il nome, volutamente provocatorio, della grande community social di pendolari che dal 2017 denuncia le criticità della strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno. Negli ultimi tempi, ai gruppi WhatsApp e Facebook si è affiancato anche un comitato ufficiale.

Traffico congestionato a ogni ora, incidenti frequenti e cantieri senza fine: sono queste le principali criticità segnalate quotidianamente dalla comunità, che oggi conta circa 10mila iscritti e diversi gruppi attivi quasi a qualunque orario. Uno scenario che approfondiamo con Davide Giannini, amministratore dei gruppi WhatsApp.

Com’è cambiata la situazione dall’inizio della vostra battaglia a oggi?

«È un contesto che ormai peggiora di giorno in giorno. I punti stradali più critici sono quelli del tratto Firenze-Scandicci-Ginestra Fiorentina. Infatti, il maggior numero di segnalazioni le riceviamo proprio da queste zone: tir che perdono il carico durante il tragitto e buche diffuse su tutto il manto stradale».

Quali sono le principali difficoltà riscontrate nell’affrontare un panorama così complesso?

«Collaboriamo costantemente con la polizia stradale, l’Avr, le associazioni locali e i soccorritori, coi quali siamo sempre in contatto. Si tratta di un’attività molto impegnativa, visto che ci occupiamo delle problematiche che interessano questa importante arteria di comunicazione della nostra regione. Una gestione che diventa ancora più complessa durante i fine settimana, soprattutto quelli estivi. Per questo motivo, il supporto e il coordinamento con tutti gli enti coinvolti risultano fondamentali».

Dove si riscontrano le maggiori difficoltà di gestione?

«Il tratto in direzione Firenze è il più problematico. Infatti, è quello in cui si registra un elevato tasso di incidenti stradali. In particolare, i segmenti più critici sono quelli compresi tra San Miniato e la zona di Montelupo Fiorentino. Tutto ciò è dovuto sia al deterioramento del manto stradale, che non riesce a sopportare adeguatamente il carico di traffico, sia all’aumento considerevole dei flussi veicolari».

In questi ultimi dieci anni, quali aspetti sono notevolmente degenerati?

«Mi vengono in mente il tratto stradale alle porte di Pontedera in direzione Firenze e l’uscita di Pontedera in direzione mare. Punti che, infatti, sono amaramente noti per essere particolarmente dissestati. Tutto questo nonostante, a seguito delle nostre segnalazioni, siano stati effettuati interventi in punti noti per la loro pericolosità. Uno scenario che dimostra quanto siano necessarie azioni continue e costanti, soprattutto per quanto riguarda le buche e la gestione del traffico».

Cosa si dovrebbe fare per risanare la situazione?

«Partirei dai problemi di gestione, come i tempi troppo lunghi di risposta alle diverse segnalazioni, e la costruzione di una terza corsia, sia da Firenze in direzione mare sia nel senso opposto. Così facendo, il traffico sarebbe più scorrevole, di conseguenza si ridurrebbero i ritardi e, soprattutto, il rischio di incidenti».

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