Empoli, l’appello di Alberto, senza tetto a 63 anni: «Vivo in auto, sono stato anche aggredito. Ho bisogno di un alloggio»
Alberto Bagnoli da quasi quattro anni è costretto a vivere senza un tetto sicuro sopra la propria testa: «Spero che leggendo questo mio appello qualche buon cuore possa farsi avanti»
EMPOLI. «Vivo in macchina da oltre nove mesi: non chiedo soldi, ho bisogno di un alloggio». È un appello sofferto quello di Alberto Bagnoli, 63 anni di Empoli, che da quasi quattro anni è costretto a vivere senza un tetto sicuro sopra la propria testa.
La causa
«A causa della pensione troppo bassa non riesco a trovare un appartamento in affitto, ho passato gli ultimi anni negli ostelli popolari trovandomi in situazioni molto spiacevoli - racconta - mi sono rivolto più volte ai servizi sociali ma mi sono sentito dire di cercarmi un lavoro, quando purtroppo da impiegato pubblico sono dovuto andare in pensione anticipata per motivi di salute, o di chiedere il reddito di cittadinanza, cosa che non posso fare in quanto pensionato. Nell’ultimo posto in cui ho alloggiato per ben due anni c’erano troppi problemi e ho subito varie aggressioni. Già un anno fa avevo fatto richiesta ai servizi sociali per trovarmi un’ altra sistemazione, ma niente. Intanto ho preferito vivere in macchina, meglio soffrire un po’ di freddo durante l’inverno che rischiare brutte esperienze».
Le notti in auto
Negli ultimi tempi Alberto si è stabilito nella zona della Coop di San Miniato Basso. «È un posto tranquillo, mi conoscono tante persone e mi rispettano - dice il 63enne - anche perché mi presento sempre pulito e vestito al meglio che posso. Purtroppo però pochi giorni fa sono stato aggredito..». Mentre stava entrando nel centro commerciale, un uomo lo ha spinto a terra con violenza, probabilmente per rubargli il portafoglio, non riuscendoci per l’intervento del personale e di alcuni passanti. Alberto dice di essersi anche messo in lista per un alloggio popolare a Empoli, dove abitava in passato e dove risulta tuttora residente, ma di essere ancora molto indietro nella graduatoria. «Spero che leggendo questo mio appello qualche buon cuore possa farsi avanti» conclude il 63enne con un briciolo di speranza.
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