Pisa, perché la frase di Hiljemark dopo la figuraccia con la Cremonese ha “sorpreso” tantissimi tifosi
Il tecnico svedese si è presentato in sala stampa dopo il 3-0 con i grigi e ha pronunciato parole che suonano quasi surreali
CREMONA. Oscar Hiljemark non solo non è riuscito a far vedere la luce in fondo al tunnel ma non ha dato un’identità a un Pisa sempre più in crisi. La retrocessione matematica è già arrivata e le figuracce continuano. Come il 3-0 di domenica 10 maggio in casa della Cremonese. Il tecnico svedese ha raccolto 4 punti in 13 partite frutto di una vittoria, un pareggio e 11 sconfitte. Una media di 0,30 punti a partita. Non un grande biglietto da visita per la prossima stagione nonostante un contratto fino al 2027.
Le scelte in partita e le spiegazioni del tecnico
«Sulla partita non c’è tanto da dire. Sicuramente l’espulsione di Bozhinov dopo 24 minuti ha cambiato la partita. Fino a quel momento non avevamo rischiato nulla». Hiljemark parla delle sostituzioni nel primo tempo di Calabresi e Angori per Leris e Moreo. «Non volevo prendere tanti gol e ho cercato di coprirmi visto che eravamo in 10. L’idea era quella, poi nella ripresa siamo rimasti anche in nove subito dopo aver preso il secondo gol. Nessuno vuole perdere in questo modo. Dispiace perdere tante partite così, soprattutto per i nostri tifosi».
Il bilancio del percorso e lo sguardo al futuro
Hiljemark ha cercato di analizzare cosa è mancato nel suo percorso a Pisa: «Non siamo riusciti a svoltare, è vero. Paghiamo soprattutto il fatto che abbiamo sbagliato tante occasioni sotto porta nelle partite precedenti. Certi errori li paghi caro». Hiljemark, dopo la conferenza stampa, ha parlato anche ai microfoni di 50 canale accennando al futuro: «Ho la testa al prossimo ritiro». Un’affermazione che ha lasciato “sorpresi” – per usare un eufemismo – moltissimi tifosi nerazzurri.
Touré, dalla gioia di un anno fa alla delusione attuale
Un anno fa Idrissa Touré era il ritratto della felicità sul pullman scoperto del Pisa che attraversava una città ebbra di gioia per il ritorno in serie A. Il tedesco, meno utilizzato nell’era Hiljemark rispetto a quella di Gilardino, a Cremona è tornato titolare dopo due gare iniziate dalla panchina e a fine partita non ha nascosto tutta la sua delusione. «Siamo venuti qui per dimostrare che ci siamo sempre e per lottare ma le cose non sono andate come avevamo immaginato. Mi dispiace tanto per i nostri tifosi che ci seguono sempre. È difficile trovare le parole giuste. Abbiamo ancora due partite e proveremo a dare il massimo e le ultime energie per noi e per la tifoseria».
La stagione vista da Touré
Touré cerca anche di trovare un senso a questa stagione. «Il campionato lo avevamo iniziato bene. Anche se facevamo fatica a fare punti riuscivamo a mettere in difficoltà tante squadre. Vincere due partite su 36 mentalmente non è facile. Diamo sempre tutto in settimana ma perdere tante partite così fa male. A volte non meritavamo la sconfitta ma la realtà è questa. Dobbiamo essere più forti mentalmente. Negli ultimi mesi abbiamo continuato a dare il massimo ma non è bastato. Voglio dimenticare questa giornata e tornare presto a casa dal mio bambino. Per i nostri tifosi mi dispiace molto. Un anno fa eravamo molto felici e speravamo di fare un altro tipo di campionato in serie A. Dispiace che sia durato tutto così poco. Sono sicuro che il prossimo anno ritroveremo la forza per fare bene».
Il futuro del centrocampista
Sul futuro, però, Touré poi non si sbilancia: «Non posso parlare ancora del mio futuro anche se ho un altro anno di contratto. Vediamo cosa succede a fine stagione e quali saranno i programmi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=b78ce37)