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Più prudenza e testa sempre accesa. E il Pisa pare aver trovato la strada

di David Biuzzi
I nerazzurri salutano i tifosi della curva alla fine della partita vinta contro la Sampdoria con le reti firmate da Caracciolo prima e Barbieri poi
I nerazzurri salutano i tifosi della curva alla fine della partita vinta contro la Sampdoria con le reti firmate da Caracciolo prima e Barbieri poi

Dalla difesa a 3 all’interpretazione del match: ecco i motivi per sorridere

12 febbraio 2024
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PISA. La formula è, per definizione, un'espressione matematica che esprime in modo conciso e inequivocabile le relazioni quantitative. Bastano queste poche righe, dunque, per capire che nel calcio non esiste. O almeno che non ce n’è solo una, quella perfetta. (se così fosse, d’altra parte, tutti farebbero esattamente le stesse cose). Qualcosa del genere, però, al Pisa potrebbe essere successo dopo 24 lunghi turni di campionato. Con la Samp, infatti, si sono viste cose diverse e positive, nell’immediato e in chiave futura.

Chi si rivede

Ad esempio il ritorno alla difesa a 3, scelta nel primo tempo da Alberto Aquilani, confinato in tribuna dalla squalifica, e abbandonata solo nella ripresa con la superiorità numerica da sfruttare. Non è stata la prima volta in stagione, ma ora era da un po’ di tempo che i nerazzurri andavano avanti con la linea arretrata a 4. Rischiando, verso la natura offensiva dei suoi esterni, e concedendo anche, con molti dei gol incassati, ora sono 28 esattamente come quelli realizzati, nati proprio dalle corsie esterne. Un pizzico di prudenza in più, insomma, che vista l’importanza della posta in palio (non a caso, ieri, i nerazzurri si sono svegliati osservando la zona playoff meno lontano e i blucerchiati guardando quella playout più vicina) ci stava tutta. Certo nei primi 45 minuti coi liguri il Pisa ha fatto poco, ma la qualità (tecnica e fisica) in campo non mancava e il primo sincronismo perfetto, triangolo Barbieri-Arena-Barbieri, ha prodotto un quasi rigore ma soprattutto l’espulsione di Giordano facendo saltare il banco. Coprirsi non significa rinunciare al gioco, insomma, e con la sfida in casa della corazzata Parma alle porte la difesa a 3 (dove, peraltro, aveva già trovato e può ritrovare posto, da centrale di sinistra, anche Beruatto) può essere una carta valida.

L’interpretazione

Ma, come ripetono spesso gli allenatori (Aquilani incluso), i moduli non sono tutto. E, in effetti, se non riesci a riempirli di contenuti restano solo numeri. Che, per definizione, sono freddi. Ma anche e soprattutto in questo caso il Pisa, nel match con la Samp, ha compiuto un notevole passo avanti. Nella seconda parte del match, ad esempio, i nerazzurri sono passati al 4-4-2 (di stampo offensivo) per sfruttare l’uomo in più. Ma lo hanno fatto con la testa. Cioè senza cercare tutto e subito. Gli attacchi sono stati portati nel modo giusto, cioè senza gettarsi all’arrembaggio ma guadagnando metri di campo e portando tanti elementi ad aggredire l’area avversaria, ma senza perdere l’equilibrio. Non a caso, alla fine, nel tabellino dei marcato sono finiti Caracciolo e Barbieri, difensore puro il primo e quasi il secondo. La formula, insomma, non esiste ma forse il Pisa ha finalmente trovato la strada giusta.


 

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