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Livorno, la città invasa dalle vespe orientali: «Ecco come rimuoverle» – I rimedi, come riconoscerle e cosa fare se le troviamo in casa

di Franco Marianelli
Livorno, la città invasa dalle vespe orientali: «Ecco come rimuoverle» – I rimedi, come riconoscerle e cosa fare se le troviamo in casa

La puntura della vespa orientale può comportare più complicazioni di quella della italiana sia in termini di dolore che per reazioni allergiche. Per riconoscerle: presentano un colore rossastro unito al giallo nell’addome

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LIVORNO. Ti entrano in casa, fanno sloggiare i vecchi inquilini e sono estremamente aggressive con tutti i vicini. Non stiamo parlando delle occupazioni degli appartamenti da parte degli "umani", ma degli ultimi indesiderati: le vespe orientali (una specie che, nonostante il nome, è autoctona del Mediterraneo).

La scoperta

A scoprirlo sulla propria pelle, è il caso di dirlo, è stata la nostra concittadina Laura Boccara, che pochi giorni fa ha notato uscire dal cassone dell’avvolgibile del tinello della sua casa in via Tommaso Mati (una strada fra via Marradi e piazza Roma) alcune di queste vespe. Preoccupata per la probabile presenza di un nido, ha chiamato gli operatori dell’Aamps, che sono tempestivamente intervenuti. La sorpresa è stata che sì, di vespe si trattava, ma non di quelle "italiane", bensì di orientali che avevano fatto sloggiare le cugine dello Stivale dal nido per poi impadronirsene. «Fa parte del loro comportamento - conferma Sandra Nannipieri, dirigente veterinaria del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana nord ovest -. Occupano lo spazio delle vespe italiane e di conseguenza cacciano queste ultime. E sono molto più aggressive delle nostre». «Peraltro - prosegue Boccara - sono molto più grosse delle vespe che conosciamo noi e con un bruttissimo carattere visto come hanno reagito all’intervento degli operatori Aamps».

Cosa fare per proteggersi

Oltre alle vespe, nel cassonetto di via Mati, una "nursery" con 54 larve che sarebbero nate in primavera. Che fare quindi per proteggerci da quella che si preannuncia essere come una presenza costante nel nostro ambiente? «Nulla purtroppo - dice Nannipieri -. Solo intervenire per la rimozione e soprattutto non intervenire da soli o affidarsi a "improvvisi". Rischierebbero tanto coloro che pensano che la rimozione di un vespaio sia una cosa semplice».«Ho fatto presente a una mia amica quello che mi è successo e lei mi ha detto come in viale Italia dove abita - continua Boccara - stiano vivendo la stessa situazione. Possibile che non si possa far niente per risolvere il problema? Che l’Asl o il Comune non possano intervenire con un servizio di disinfestazione che ci possa garantire un po’ di sicurezza?».Boccara fa inoltre presente, fra le altre cose, che l’intervento di Aamps non è gratuito, ma costa circa cento euro. «Non tutti - dice - possono permetterselo».

Puntura pericolosa

Da precisare che la puntura della vespa orientale può comportare più complicazioni di quella della italiana sia in termini di dolore che per reazioni allergiche. Senza scordarsi che ci sono molte più possibilità di essere punti, vista la loro innata aggressività. Come riconoscerle? A parte le dimensioni, superiori appunto a quelle della vespa di casa nostra, presentano un colore rossastro unito al giallo nell’addome. La veterinaria Nannipieri parla poi di un altro aspetto preoccupante: «Sono particolarmente aggressive verso le api e noi sappiamo benissimo quanto siano importanti queste ultime nel nostro ecosistema. Una soluzione va trovata». Un’emergenza che, in città, interessa soprattutto la Guglia. Come evidenzia Tonino Moscato riferendosi ai condomini di piazza Barriera Garibaldi 18-23. «Casalp - scrive in una mail - si dimostra sordo a qualsiasi intervento per liberare l’edificio, con grave disagio per le persone anziane e i bambini che sono già state aggredite e punte dalle vespe». L’istituto provinciale per le case popolari, secondo quanto emerso, interverrebbe solamente negli spazi condominiali o nelle proprie pertinenze, non negli alloggi affittati ai privati, dove invece spetta agli inquilini.«Ne avrò uccise già duemila. Alla Guglia - conferma il presidente di Anpana Livorno, Franco Fantappiè - ce ne sono tantissime e hanno trovato dimora nei cassonetti delle finestre degli avvolgibili dei condomini. Io, da solo e mie spese, ne ho bonificati già cinque».La specie è "golosa" di cibo per animali, secondo quanto conferma il volontario livornese. «Da noi - sottolinea - vengono a mangiare il cibo dei gatti, perché hanno bisogno di proteine, quindi sono interessate alla carne dei felini».

I rimedi

Fantappiè ha trovato dei rimedi che stanno funzionando. E li elenca: «Per cercare di risolvere questa situazione - rivela - ho piazzato a terra diverse bottiglie con dentro birra, zucchero o miele e ci ho fatto dei buchi. Parliamo di normali bottiglie di plastica: qualche vespa entra e poi muore. Ma i danni più grossi glieli possiamo fare con le tavolette della colla dei topi: ci metti sopra come esca un po’ di cibo umido dei gatti e loro ci rimangono attaccate. Il problema - sottolinea - è così prendi solo le "vespe operaie" e non uccidi la "regina". Loro hanno una struttura ad alveare simile alle api».Il nido, da chi è esperto, si può chiaramente distruggere. Ma - conclude Fantappiè - «essendo una specie autoctona, non possiamo utilizzare la tecnica del "Cavallo di Troia", almeno così ci hanno spiegato. Le normative, infatti, impediscono che noi si possa buttare dentro il nido il veleno. È una tecnica che viene impedita».

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