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Ucciso e gettato nel lago in Spagna, morto a 30 anni. L’ultimo saluto della sua famiglia a Pisa
Era scomparso nel maggio dell’anno scorso, in autunno il ritrovamento causale dei resti e la tragica notizia. La polizia spagnola sta indagando sulla vicenda
PISA. Prima la scomparsa dalla provincia di Malaga nel maggio dell’anno scorso. Poi, a ottobre, il ritrovamento casuale dei resti, legati all’interno di una borsa abbandonata nel bacino idrico di Casasola ad Almogía, sempre nella provincia andalusa.
Ora l’arrivo della salma a Pisa, dove sono rimasti i familiari e dove stamani (11 aprile) alle 10,30 al cimitero della locale Misericordia si svolgerà il funerale del 30enne albanese Miklovan Dakaj, per anni residente proprio nella nostra provincia, prima di trasferirsi con la moglie e la figlia in Spagna.
Le ipotesi investigative
Dakaj è stato rapito e ucciso nella Penisola Iberica per motivi che stando alle ipotesi investigative della polizia nazionale potrebbero essere riconducibili a una faida tra gruppi di criminalità organizzata dediti al traffico internazionale di stupefacenti, con base nel sud del Paese.
È quello che si apprende da alcune testate spagnole, che riferiscono anche di un’ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso 17 marzo nei confronti di due uomini accusati dell’omicidio: per uno dei due sarebbe scattata la detenzione in carcere, mentre per l’altro sarebbe stata invece fissata una cauzione come condizione utile a evitare la reclusione.
Le date
Dakaj era sparito tra il 12 e il 13 maggio 2025: secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, ancora in corso, prima della scomparsa si sarebbe trovato a Puerto Banus (Marbella) e poi a Puerto de La Torre, nell’interno di Malaga, dove avrebbe dovuto incontrare delle persone, verosimilmente per parlare di un’offerta lavoro. Non riuscendo a mettersi in contatto con lui, i suoi cari avevano subito sospettato che gli fosse accaduto qualcosa e anche le forze dell’ordine, raccolta la denuncia, avevano ipotizzato un rapimento.
Qualche mese dopo per i familiari la paura si era tramutata in una tragica certezza, con l’arrivo di un telegramma che confermava l’omicidio e li avvertiva di non cercare il 30enne. A imbattersi accidentalmente nel borsone che conteneva i resti della vittima, lo scorso ottobre, era stato un campeggiatore che si trovava nella zona del bacino idrico di Casasola, a pochi chilometri da Puerto de La Torre, l’ultimo luogo in cui Dakaj sarebbe stato visto vivo.
Individuati i presunti responsabili, gli inquirenti hanno monitorato i loro telefoni, oltre a passare al setaccio i filmati dei sistemi di videosorveglianza delle zone interessate. Tutti elementi che hanno portato all’ordinanza del tribunale di Malaga meno di un mese fa.
Per consentire l’esame del dna e i dovuti accertamenti autoptici, i resti dell’uomo, originario di Scutari, sono rimasti a disposizione dell’autorità giudiziaria spagnola per alcuni mesi, prima di essere rilasciati e riconsegnati alla famiglia in questi giorni.
Il 30enne lascia la moglie, la figlia, i genitori e un fratello, oltre agli altri parenti che stamani si riuniranno per unirsi nel dolore. Un delitto efferato sul quale gli inquirenti iberici continuano a indagare.
