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Pisa, l’avvocata Caputo: «Votare Sì per un giudice davvero terzo e imparziale»

di Luca Cinotti
Pisa, l’avvocata Caputo: «Votare Sì per un giudice davvero terzo e imparziale»

L’intervista alla presidente della Camera penale pisana sulla riforma costituzionale sulla magistratura

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PISA. Mancano poche ore dal referendum costituzionale sulla magistratura, che domenica 22 e lunedì 23 marzo chiamerà i cittadini a esprimersi sulla separazione delle carriere – requirente e giudicante – e sulla composizione degli organi di governo dei magistrati. Ne parliamo con l’avvocata Serena Caputo, presidente della Camera penale di Pisa, parte del comitato Camere penali per il sì.

Avvocato Caputo, la grande maggioranza dei penalisti appoggia la riforma Nordio. Eppure proprio voi siete tra i primi a denunciare la giustizia che non funziona. Cosa rispondete a a chi dice che la riforma non contribuirà a risolvere i problemi che proprio voi lamentate?

«Purtroppo il “benaltrismo” è una tendenza retorica che in Italia è di gran moda. La separazione delle carriere della Magistratura è una riforma dell’ordinamento giudiziario (non della giustizia) che da decenni occupa il primo posto tra gli obiettivi della nostra associazione e che porterà a maggiori garanzie per i cittadini e all’attuazione del giusto processo accusatorio completandone la piena realizzazione per come è stato voluta e ipotizzata dal ministro Vassalli. È vero che la riforma costituzionale non risolverà tutti i problemi della giustizia, tuttavia si ripercuoterà in positivo su molti aspetti pregnanti del processo penale e renderà effettivo anche il controllo disciplinare della magistratura».

Non temete che la realizzazione di un Csm dei pm porti verso una maggiore autoreferenzialità della categoria e quindi ancora a un maggior consolidamento del loro potere?

«Non abbiamo questo timore, anzi pensiamo che accadrà il contrario. La riforma prevede che ciascun Csm debba decidere sulle questioni amministrative quali assegnazioni, promozioni, trasferimenti e progressioni di carriera. Il sistema attuale, in cui un unico CSM decide per tutta la magistratura e dove il correntismo - purtroppo- prevale anzi dilaga, crea un evidente cordone ombelicale tra chi giudica e chi accusa. Il nuovo Csm dei p, avrà quindi il potere di valutare la carriera solo dei propri appartenenti in completa autonomia, ma ciò non si tradurrà in uno strapotere privo di controllo. Con l'introduzione di un'unica Alta Corte di disciplina sarà un organo terzo ed esterno a decidere sulle responsabilità disciplinari di entrambe le magistrature e quindi a rendere effettivo il controllo sull'operato dei giudice e dei Pm».

Un punto controverso è quello del sorteggio. Si tratta di un accorgimento adeguato per un organismo di questa rilevanza?

«Il sorteggio è certamente il metodo più valido e efficace, proprio perché è l'unico che metodo che può superare l'influenza negativo delle correnti. Sulle critiche spesso mosse al fatto che potrebbero essere sorteggiati magistrati non idonei a rivestire tale ruolo, francamente, come avvocati, abbiamo più fiducia nella magistratura di quanto i magistrati la abbiamo sui loro stessi colleghi: immagino che siamo tutti d’accordo sul fatto che se un giudice anche di prima nomina ha le competenze per valutare se è stato commesso un reato e condannare un cittadino a trascorrere anni in carcere, sarà senz’altro in grado di stabilire se accogliere una domanda di trasferimento o se un collega abbia titolo per occupare un incarico direttivo».

L’affluenza sarà importante per il risultato. Come Comitato del Sì cosa state facendo per promuovere la partecipazione al voto?

«Stiamo facendo informazione alla cittadinanza, ai giovani soprattutto, spiegando il contenuto tecnico della riforma e i suoi effetti. Stiamo quindi scendendo nelle piazze in tutta Italia. È lo stesso impegno che da sempre quando andiamo nelle scuole a spiegare il processo, ovvero organizziamo manifestazioni, visite o attività solidali per denunciare le condizioni inumane del carcere ovvero scioperiamo contro le disfunzioni del nostro sistema legislativo, sempre e solo dalla parte dei diritti».

Ammettiamo che il 23 sera il referendum confermi la riforma. Quale sarebbe il passo successivo per migliorare il “servizio giustizia”?

«Aumentare l’organico dei magistrati e del personale amministrativo per ridurre i tempi della giustizia costituisce una priorità per renderla effettiva. La nostra associazione ha inoltre denunciato più volte la necessità di interventi sostanziali organici sul nostro sistema penitenziario ed esecutivo e non solo, in senso realmente garantista».

In conclusione, perché votare Sì?

«Questa è una riforma per i cittadini, non è una riforma voluta solo dal governo Meloni ma storicamente da ben diverse correnti politiche che ora la rinnegano solo per non permettere a questo governo di raggiungere questo traguardo. Non è assolutamente contro la magistratura che sarà autonoma indipendente libera, autorevole e meritocratica, giammai sottoposta al potere esecutivo. È una riforma giusta, garantisce e rafforza il diritto ad avere un giudice arbitro realmente terzo e distinto dalle parti».

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