Serie A
Vecchiano, prete svegliato dai botti in piazza: cade in casa e si ferisce all’occhio
La sventura di don Renato Melani: «Pensavo che fosse qualcosa di brutto. Grazie ragazzi per i vostri fuochi, sono all’ospedale». Polizia locale al lavoro per ricostruire l’esplosione pirotecnica
VECCHIANO. Essendo passato oramai da più di un mese Capodanno, quando quei rumori assordanti lo hanno svegliato di soprassalto intorno allo scoccare della mezzanotte di venerdì 6 febbraio, ha pensato a qualcosa di brutto. Un’irruzione in chiesa, se non addirittura degli spari. In realtà erano “solo” dei fragorosi fuochi d’artificio scoppiati nelle vicinanze della centralissima piazza Pier Paolo Pasolini, a pochi metri dalla chiesa di Sant’Alessandro e dai locali in cui vive, ma questo don Renato Melani, parroco di Vecchiano (76 anni da compiere dopodomani) non poteva certo saperlo.
L’infortunio
Così, agitato da quei frastuoni, si è alzato dal letto in fretta e furia. Ma mentre cercava di raggiungere la finestra del salotto per capire cosa stesse succedendo, ha perso l’equilibrio ed è caduto, andando a sbattere frontalmente la testa sui braccioli di legno di una sedia, ritrovandosi disteso a terra sanguinante. Un incidente domestico molto pericoloso, oltre che singolare, che nonostante la ferita all’occhio e i dolori per le varie contusioni agli arti, fortunatamente non ha causato conseguenze gravi al sacerdote.
È lui per primo che, nel raccontare l’accaduto, si è premurato di rassicurare la sua comunità sulle proprie condizioni. Prima ha condiviso sui social un selfie con l’occhio rosso e gonfio, scrivendo «Grazie ragazzi dei vostri fuochi, sono al pronto soccorso». Poi però, rispondendo ai tanti fedeli e cittadini preoccupati per lui, ha informato che gli esami non hanno evidenziato fratture: «Un taglio sopra l’occhio sinistro e contusioni a un dito, un ginocchio e un piede, ma niente di rotto o di grave».
«A riposo dieci giorni»
Don Renato è stato dimesso dall’ospedale di Cisanello oggi pomeriggio, 6 febbraio, i medici gli hanno raccomandato di restare a riposo per una decina di giorni. «Se avessi saputo che erano fuochi d’artificio non mi sarei neanche alzato – racconta sdrammatizzando – Lì per lì ho pensato che qualcuno stesse entrando in chiesa o che stesse succedendo qualcosa di spiacevole. Nemmeno il tempo di arrivare alla finestra che sono caduto. Sono rimasto in terra per diversi minuti, poi sono riuscito a rialzarmi e sono andato in bagno a lavarmi via il sangue dall’occhio. I dolori c’erano, ma a chiamare il 118 ho aspettato la mattina».
I botti in paese
I botti scoppiati nel centro del paese non hanno spaventato solo il parroco. In molti hanno condiviso la sventura di essersi svegliati all’improvviso e di aver visto i propri animali domestici in preda al panico. Ad accendere i “petardi rafforzati” sarebbe stato un gruppo intento a far festa. Della questione si è interessato anche il sindaco Massimiliano Angori, che ha manifestato a don Renato la vicinanza dell’amministrazione. La polizia locale sta effettuando le opportune verifiche.
