La pista ciclabile che può cambiare Pisa: tutto si ferma di nuovo – Il progetto e cosa sta succedendo
In pratica, l’iter potrebbe ricominciare dall’inizio, cambiando anche il tracciato della pista che provenendo da una parte da via Donadoni e dall’altra da via Garibaldi dovrebbe passare attraverso le mura
Quel pezzo di pista ciclabile in via Zamenhof, alle Gondole, non è come gli altri. La sua realizzazione diventerebbe l’occasione per l’apertura pubblica di quel varco nelle mura e mettere in comunicazione diretta, anche a piedi o dopo aver parcheggiato l’auto fuori dalla cinta muraria, la zona di Don Bosco-via Garibaldi con il quartiere di San Francesco. Ma il progetto, che sembrava avviato dopo aver già superato non pochi ostacoli, deve fare un’altra pausa.
Cambio di interlocutore per il Comune
Il motivo è in sostanza il cambio di interlocutore per il Comune. La pista ciclabile deve passare infatti in aree che fanno parte di fabbricati di proprietà diverse. Uno era dell’Asl, ma è in fase di acquisizione da parte di una società torinese dei fratelli Francesco e Alberto Dalmasso (quest’ultimo amministratore delegato e cofondatore di Satispay) con l’obiettivo di realizzarvi uno studentato privato. L’altro è dell’Aoup (Regione) che lo ha messo in vendita e potrebbe interessare agli stessi imprenditori piemontesi. I due palazzi si trovano in una zona di pregio, a fianco delle mura e vicini a molti centri universitari.
Iter da ripartire e tracciato da rivedere
In pratica, l’iter potrebbe ricominciare dall’inizio, cambiando anche il tracciato della pista che provenendo da una parte da via Donadoni e dall’altra da via Garibaldi dovrebbe passare attraverso le mura. Lo ha spiegato l’assessore alla mobilità Massimo Dringoli rispondendo in consiglio comunale a un question time di Ciccio Auletta (Diritti in comune) e ricapitolando la vicenda.
Il primo accordo con Asl e Aoup
«Inizialmente – ha detto Dringoli – il problema era la proprietà della strada nel suo tratto finale. Dopo lunghe trattative con l’Asl il problema era stato risolto. Tenendo conto che al parcheggio si accede da un cancello attraversato dalla via Zamenhof, era stato concordato con ambedue gli enti che il Comune avrebbe realizzato una nuova recinzione tra la strada e il fabbricato dell’Asl spostando su questa nuova recinzione il cancello di accesso al parcheggio. L’accordo era stato stipulato verbalmente in una riunione avuta con i due enti la scorsa estate e avrebbe dovuto essere confermato da una convenzione in cui definire anche il trasferimento di proprietà della strada che sarebbe diventata a uso promiscuo, sia ciclabile che carrabile. In questo modo entro lo scorso 31 dicembre il progetto, già pronto, avrebbe potuto essere realizzato».
La vendita dell’immobile e il nuovo scenario
La situazione «si è complicata quando l’Asl ha posto in vendita il suo immobile con una manifestazione d’interesse aggiudicata a una società di Torino che ha subito dichiarato la volontà di realizzare la pista ciclabile anche a sue spese, ma che avrebbe dovuto presentare un progetto di ristrutturazione del fabbricato con cambio di destinazione d’uso facendolo precedere da una richiesta di sanatoria per alcune irregolarità riscontrate nello stato attuale». Proprio il cantiere per la ristrutturazione «rende impossibile procedere contestualmente con la pista ciclabile».
La nuova proposta della società torinese
Per cui la società torinese «ha presentato una proposta – aggiunge Dringoli – per eseguire la pista lungo le mura a proprio carico internamente non solo alla propria area, ma anche a quella della Regione di cui avrebbe interesse ad acquistare il fabbricato. Tutto questo ha dato luogo alla situazione attuale di incertezza sui tempi di esecuzione. Rimane certa per ora solo la nuova volontà della società di realizzare a sue spese la pista».
