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La sentenza

Prato, abusava di donne disabili nel furgone dell’Auser: chi è volontario condannato – Scoperto “per caso” dalle telecamere per i rifiuti

di Paolo Nencioni

	Le violenze dentro il furgone dell'Auser
Le violenze dentro il furgone dell'Auser

Otto anni di reclusione al pensionato: tra le vittime anche una minore

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PRATO. È arrivata una condanna, pesante e inevitabile, per l’ex volontario dell’Auser Filo d’argento che nel gennaio del 2025 fu arrestato con l’accusa di aver abusato sessualmente di una donna di 30 anni e di una ragazza di 16, entrambe disabili.

Chi è e cosa ha fatto

Aldo Mugelli, 69 anni, è stato condannato giovedì 15 gennaio, a 8 anni di reclusione dal giudice dell’udienza preliminare al termine del processo celebrato col rito abbreviato. Il pubblico ministero Elena Marcheschi aveva avuto la mano un po’ più pesante chiedendo una condanna a 10 anni, ma il giudice ha accolto almeno in parte le argomentazioni dell’avvocato difensore Viola Assirelli e si è contenuto in otto anni, che l’imputato, come detto, ha già iniziato a scontare: non ha mai chiesto misure alternative da quando è finito alla Dogaia, prima di essere trasferito a Sollicciano, sempre nella sezione dei “sex offenders”.

Le denunce

Dopo l’arresto, alle prime due denunce se n’era aggiunta una terza, anche questa da parte di una donna che il volontario dell’Auser era incaricato di portare in giro col furgone dell’associazione. A scoprire che cosa succedeva in quel furgone era stata la polizia municipale, osservando le immagini riprese da una telecamera installata in una piazzola per contrastare lo smaltimento illecito dei rifiuti. Ma anziché inquadrare uno dei tanti “furbetti” che smaltiscono illegalmente, la telecamera aveva ripreso attività sessuali all’interno del furgone con il logo dell’Auser. La prima volta il 28 novembre 2024, la seconda il 5 dicembre: in entrambe le occasioni è stato riconosciuto il volontario alla guida, ma cambiava la persona al suo fianco.

Le indagini

Gli investigatori hanno così iniziato gli accertamenti per individuare chi fosse il conducente, compito abbastanza facile, visto che nei registri risultavano i viaggi nei giorni e nelle ore in cui erano state riprese le immagini. Successivamente è scattata una perquisizione nell’abitazione dove Mugelli vive col fratello, alla ricerca di immagini compromettente. È stato allora che il pensionato ha saputo di essere indagato e ha capito che prima o poi sarebbe finito in carcere. Ieri la conclusione di questa triste vicenda con la condanna a 8 anni. 

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