«Tu non torni a casa», massacrato a Marina di Pisa fuori dalla discoteca insieme a un amico – «Erano in 20 contro due, sembravano animali»
La serata da incubo di due ragazzi di Lucca che erano andati sul litorale pisano per divertirsi: «Mi stavano uccidendo, poi è arrivata la sicurezza del locale di fronte. Mi hanno salvato la vita»
Il piano era definito nei dettagli. Partenza da Lucca al litorale pisano per un venerdì sera (1 agosto, ndr) in discoteca. Poi ritorno a casa dove le valige erano già pronte e poco dopo viaggio in auto col padre direzione aeroporto Galilei per il volo che lo avrebbe portato verso la tanto agognata settimana a Gallipoli. Chi ha superato i 50 parlerà di fatiche inutili. Ma per un 21enne ad agosto queste sono quisquilie. Invece, tutto è andato a monte. Ma in questa storia non c’è nessun ritardo o intoppo nella tabella di marcia. La rinuncia alla vacanza deriva da un bruttissimo pestaggio subito a Marina di Pisa, fuori dal locale scelto per trascorrere le ore prima di salire sull’aereo da due giovani lucchesi. Che se la sono vista davvero brutta. Tanto che uno dei due ha una prognosi di trenta giorni con il setto nasale che non esiste più, fratture a mandibola e mascelle, danni agli zigomi e contusioni varie da calci e pugni sferrati da un gruppo di venti che alla vittima sono sembrati «spiritati, con occhi talmente a palla che sembravano animali».
Agguato
Il racconto dello zio del 21enne che ha subito le maggiori conseguenze descrive quello che sembra essere un vero agguato: «Mio nipote e il suo amico sono usciti poco prima delle 4 e si sono diretti verso l’auto che avevano parcheggiato poco lontano dall’ingresso della discoteca. Dal nulla è sbucato un ragazzo che ha rimproverato uno dei due, dicendo che lo aveva guardato male. Nemmeno il tempo della risposta ed è partita una testata. A quel punto sono stati aggrediti». In venti, che non erano dentro il locale ma fuori in attesa di menare le mani e provare a rubare qualcosa, contro due. Facile immaginare le conseguenze. Botte da orbi, colpi ai corpi e ai volti. Poi quello che ha preso la testata è riuscito a liberarsi ed è corso verso i buttafuori della discoteca che non vedevano la scena. «È andato a chiedere aiuto e ringrazio la sicurezza per essere intervenuta – dice lo zio – ma in quegli attimi in cui è rimasto solo per mio nipote è stato l’inferno».
Preoccupazione
Il giovane è stato spostato verso una siepe. «Uno mi ha chiesto di dare loro soldi mentre gli altri mi picchiavano – racconta il diretto interessato –. Qualcuno ha cercato di tastarmi addosso sperando di trovare qualcosa. Poi però è arrivata la sicurezza da una parte e un’auto della polizia dall’altra e sono scappati verso il mare». Il passaggio della volante della questura rientra nel piano per la sicurezza del litorale chiesto dalle associazioni di categoria di commercianti e balneari. Proprio nella zona del pestaggio si sono verificati problemi durante l’orario di chiusura dei locali. E l’arrivo degli agenti, anche se nessuno li ha chiamati, rappresenta un elemento per la sicurezza. Ma non è bastato a evitare l’ennesimo episodio che rende la situazione tra Marina e Calambrone preoccupante.
Conseguenze
Perché le risse, le discussioni, le bevute eccessive oppure i raid negli stabilimenti balneari sono purtroppo ormai all’ordine del giorno. Ma una situazione come quella vissuta dai due giovani lucchesi non si vedeva da tempo. E, soprattutto, poteva avere conseguenze ben più gravi. «Quando mio nipote mi ha raccontato che qualcuno ha detto “a casa voi non ci tornate” mi si è gelato il sangue – dice ancora il parente del 21enne –. Poteva davvero scapparci qualcosa di più serio». E il giovane ne è perfettamente consapevole: «Non so come possa essere qui. Devo ringraziare qualche santo in paradiso, perché come minimo sarei potuto essere in coma in questo momento. Invece ne posso parlare ed è già importante. Anche se ho subito danni che diventeranno economici, ma anche morali». Difficile superare situazioni del genere. «Casi simili rischiano di segnarti a vita», dice ancora sperando però che le forze dell’ordine possano fare qualcosa per porre fine a questi raid che assomigliano sempre più alle scene dei film o ai filmati che invadono ormai il social network. «Non so se volessero rapinarmi – sottolinea il 21enne – o se ci abbiano scelto per sfogarsi. Di sicuro avevano sguardi agghiaccianti, tipici di chi è sotto l’effetto di sostanze stupefacenti pesanti».
Clima
Le famiglie delle vittime hanno fatto denuncia alla questura di Lucca che ha coinvolto quella di Pisa, già alle prese con continue segnalazioni di problemi sul litorale. Poche settimane fa, nella stessa zona, una rissa ha portato alla denuncia di due ragazzi trovati con una mazza da baseball e una grossa chiave inglese. E dire che le sere d’estate dovrebbero essere sfruttate per divertirsi e per celebrare la vita, non la violenza. «Oppure un compleanno – aggiunge il giovane, reduce dalle cure dei medici di Cisanello che riprenderanno a settembre con un probabile intervento chirurgico –. Il mio è l’11 agosto. Bel regalo che mi hanno fatto».
