Michele Conti: «Pisa è una città che si muove. Ora porto, ex Piaggio e Coltano»
Il sindaco Michele Conti: in sei anni oltre 100 milioni per crescere ancora
Pisa «Una città che si muove». Il sindaco Michele Conti conia lo slogan per descrivere attualità e prospettive di Pisa. Tanti cantieri aperti (pubblici e privati), tanti altri da aprire. Dentro una pianificazione della mobilità che fa del progetto tramvia il filo, o almeno uno dei fili, che lega il processo di sviluppo territoriale. Con l’obiettivo di riportare la quota dei residenti a 100mila che resta un punto di riferimento.
Sindaco, perché l’espressione «Una città che si muove»?
«L’amministrazione comunale ha dato un grande impulso allo sviluppo della città in questi anni. Prima con le opere che abbiamo chiamato “Cartoline dal futuro” (stazione, ponte Riglione-Cisanello, parchi Europa e Stampace, piazza Viviani, eccetera) e ora mettendo a frutto i fondi Pnrr, che permettono una seconda mandata di grandi riqualificazioni in città non finanziabili con le risorse del Comune (parco della Cittadella, parco Pungilupo, percorso turistico, impianti sportivi, scuole, asili, piste ciclabili). Sono investimenti per oltre 100 milioni di euro in sei anni».
Le spinte al cambiamento però arrivano da più parti...
«Certo. La presenza di realtà come Ateneo, Normale, Sant’Anna, Cnr, Azienda ospedaliera, Fondazione Pisa, Fondazione Stella Maris, Opera Primaziale, Pisa Sporting Club, alcuni fondi di investimento privati fa sì che la nostra sia una città in continuo movimento. Non si può certo dire che in questi anni sia rimasta ferma».
E il Comune come si inserisce in questo contesto?
«Abbiamo lavorato intensamente per chiudere partite urbanistiche aperte, contribuendo a risolvere criticità e intoppi burocratici, in modo da permettere a enti e privati di avviare cantieri attesi da anni: il centro sportivo a Gagno, il nuovo ospedale Stella Maris, il piano di recupero delle ex caserme in centro storico, Artale e Curtatone, così come quello del rudere sul lungarno Galilei, lo sviluppo urbanistico dell’area intorno al Cnr, mentre sull’Arena abbiamo dovuto lavorare a un doppio registro, che prevedeva sia gli strumenti urbanistici per il nuovo progetto che i lavori di adeguamento dello stadio, attualmente in corso».
Quali invece i nodi ancora da sciogliere?
«È in corso tutta l’opera di interlocuzione per l’area edificabile del porto di Marina di Pisa, dove stiamo aspettando che venga presentato il piano definitivo. Poi il recupero dell’area ex Piaggio a Porta a Mare, anche qui stiamo attendendo la presentazione del progetto. Infine l’ultima colonia di Calambrone che rimane da recuperare, la colonia Firenze: anche in questo caso il progetto di recupero è in corso di elaborazione».
C’è un’area che più di tutte sta cambiando: Cisanello-Pisanova.
«La costruzione del nuovo Santa Chiara, insieme al costruendo ospedale della Fondazione Stella Maris, darà vita a una vera e propria cittadella sanitaria, per cui abbiamo progettato parcheggi scambiatori e il ramo della tramvia che la collega alla Stazione. Il vicino Parco Europa, in fase di espansione con il secondo lotto di lavori, costituisce un’oasi di verde e relax che sarà a disposizione, oltre che dei cittadini, degli utenti dei servizi ospedalieri. Lì di fronte, il completamento dell’edificio delle Torri di via Bargagna contribuirà a dare un volto di modernità al quartiere».
Legato al nuovo polo ospedaliero merita un discorso a parte il progetto per riconvertite gli spazi dell’ex Santa Chiara.
«Una delle partite urbanistiche più importanti non solo della città, ma della regione. Stiamo continuando a lavorare, coinvolgendo anche gli altri enti e istituzioni cittadine. Nella vicina area è in partenza il piano di recupero dell’ex caserma Artale, che prevede di recuperare un complesso inutilizzato per trasformarlo in studentato, residenze, area verde e parcheggi per i residenti. A servizio di un’area che attrae milioni di turisti all’anno abbiamo progettato il ramo della tramvia che dalla Stazione Centrale, e quindi dall’aeroporto, conduce alla cittadella turistica».
Ancora tramvia: è la chiave di volta della Pisa del futuro, ma tutto dipende dall’esito del bando ministeriale...
«Crediamo fortemente nel nostro progetto. L’altro ramo previsto, insieme al Comune di San Giuliano, è a servizio dell’altra area più in espansione del nostro territorio, la zona del Cnr. Quella che chiamo cittadella del sapere attrae sempre più studenti, ricercatori e lavoratori».
I nuovi progetti?
«Da quelli più circoscritti, come la riqualificazione del quartiere di San Martino (con la realizzazione del parcheggio nel vallo del Giardino Scotto), a quelli più rilevanti che prevedono la partecipazione a bandi per la ricerca dei finanziamenti, come la tramvia, il masterplan di Coltano, collegato alle opere di compensazione per la realizzazione della caserma dei carabinieri, e il progetto dell’Arno navigabile. In un contesto di mobilità sostenibile e migliore qualità della vita nei quartieri il nostro obiettivo è tornare a quota 100 mila abitanti».
La “sua” Pisa qual è?
«Una città contemporanea, che può candidarsi a ruolo di capitale della costa, grazie ai suoi grandi servizi e a infrastrutture strategiche. Ma sul fronte dei collegamenti i progressi da fare sono ancora molti, purtroppo siamo rimasti fermi da decenni: continua a mancare l’alta velocità nei collegamenti ferroviari, così come il completamento della Tirrenica. Ho fatto più volte presente al governo la necessità di sbloccare questa situazione, ma chiedo alla Regione Toscana di fare la propria parte per arrivare a superare il paradigma della Toscana a due velocità. In questi anni niente è stato fatto in questo senso: abbiamo assistito al finanziamento solo di opere concentrate nell’area fiorentina che non hanno fatto che aumentare il divario e rendere sempre più evidente i mancati investimenti per lo sviluppo della costa».
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