Il Tirreno

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La protesta

Pisa, studenti e precari occupano il rettorato: «Sveliamo la verità sull’università italiana»

di Libero Red Dolce

	L'occupazione del rettorato di Pisa (foto concesse da Luca Mangiacotti)
L'occupazione del rettorato di Pisa (foto concesse da Luca Mangiacotti)

Assemblea precaria e Movimento studentesco lanciano da Pisa l'appello per uno sciopero generale contro la riforma Bernini

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PISA. Con un'azione di protesta coordinata con la giornata di mobilitazione universitaria nazionale del 20 marzo, l'Assemblea precaria e il Movimento studentesco hanno occupato il rettorato dell'Università di Pisa, dopo tre giorni di lezioni tenute in piazza.

La protesta coincide intenzionalmente con l'evento "Università svelate" organizzato dalla CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), descritta dai manifestanti come "tra i più convinti sostenitori della disastrosa riforma Bernini del pre-ruolo".

I rettori e gli studenti e lavoratori universitari: lo scontro

"A modo nostro, abbiamo deciso di aderire anche noi e lo faremo proprio dal rettorato, svelando cosa è davvero l'università italiana", dichiarano gli attivisti. La loro azione mira a mettere in luce il contrasto tra l'immagine pubblica dell'università, rappresentata da una conferenza dei rettori descritta come "autoreferenziale e ipocrita", e la realtà quotidiana vissuta da studenti e lavoratori.

Precarietà e privilegi

Questa realtà, secondo i manifestanti, è caratterizzata da "precarietà, contratti annuali senza ferie o contributi, part-time involontari e sotto-inquadrati nei servizi, smantellamento del diritto allo studio, aumento delle tasse, ingresso delle industrie belliche negli atenei".

Gli occupanti denunciano come la ricerca sia "frammentata a causa della competizione e dei suoi sistemi di valutazione" e l'università sia diventata "sempre più elitaria, sempre più un privilegio".

"Siamo di fronte a un punto di non ritorno che va a minare ciò che è rimasto dell'università pubblica", affermano i manifestanti, che con questa azione intendono "riprenderci l'università a partire dalle condizioni di chi realmente la tiene in piedi e dare il via alla costruzione di uno sciopero generale dell'università".

Verso la mobilitazione nazionale

L'obiettivo dichiarato è quello di creare "non uno sciopero di categoria e corporativo", ma una mobilitazione che coinvolga "tutte le università italiane e tutte le sue componenti: studenti, personale esternalizzato, precari della ricerca, personale tecnico amministrativo e docenti che incrocino le loro lotte per rafforzare a vicenda le proprie forme di protesta".

La protesta si inserisce in un contesto di crescente opposizione alle politiche del governo Meloni, accusato di attuare "un piano di distruzione dell'università pubblica italiana". A firmare il comunicato sono Exploit Pisa, Sinistra Per, Assemblea Precaria Pisa e Rappresentanti Fisica Unipi Cgs.

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