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Il lutto

Morte di Carlo D’Ascenzi, la famiglia: «Un’ondata di affetto, prova del segno che ha lasciato»

di Roberta Galli
Morte di Carlo D’Ascenzi, la famiglia: «Un’ondata di affetto, prova del segno che ha lasciato»

Pisa, lutto in ateneo: parlano i familiari del professore scomparso a causa di un malore mentre si trovava con la famiglia a Stoccolma per una breve vacanza

04 aprile 2024
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PISA. Si svolgeranno nei prossimi giorni a Pisa, non appena tutti passaggi previsti dalla burocrazia in queste circostanze saranno espletati e lo consentiranno, i funerali di Carlo D’Ascenzi, 63 anni, professore associato di ispezione degli alimenti di origine animale presso il Dipartimento di Veterinaria dell’Università di Pisa, morto improvvisamente nei giorni a cavallo delle festività pasquali, mentre si trovava a Stoccolma, insieme alla moglie Giusy e alla figlia minore Emma.

La famiglia si era ricongiunta per andare a trovare l’altra figlia, Giulia, ingegnere informatico che da qualche tempo lavora in Svezia. Carlo D’Ascenzi, originario di Orbetello, si era laureato a Pisa, e in provincia di Pisa, nel comune di Cascina, aveva deciso di vivere con la sua famiglia. Le figlie hanno frequentato entrambe le scuole in città. A Stoccolma, con il professor D’Ascenzi, c’erano anche altri parenti, tra cui la sorella Jolanda.

A stroncare il docente è stato un malore improvviso, e nonostante i soccorsi siano stati tempestivi, non c’è stato niente da fare. Persona garbata e gentile, la scomparsa di Carlo D’Ascenzi ha lasciato un senso di profonda tristezza tra i tanti amici e colleghi come dimostrano le decine e decine di messaggi di cordoglio e ricordi arrivate in queste ore, piene di riconoscenza per il professionista e l’uomo e di sgomento per la sua improvvisa e prematura scomparsa. Nonostante vivesse a Pisa da moltissimi anni, il docente non aveva mai dimenticato la sua terra di origine: La Torba, dove tornava ogni volta che ne aveva l’occasione. Qui aveva la sua terra, la sua casa e le sue amate api. «L’ondata di affetto che in queste ore si sta riversando su noi familiari – scrive la famiglia D’Ascenzi – testimonia quanto le caratteristiche di Carlo abbiano lasciato il segno: la passione, l’impegno e la serietà nel lavoro, la dedizione premurosa verso gli studenti, la cordialità nei rapporti interpersonali e l’empatia nei confronti di chiunque. Un professore capace di ascoltare e nel contempo di trasmettere, di stupirsi di fronte alle meraviglie di un alveare, di consigliare tutti i suoi interlocutori e di guidarli, mettendo a loro disposizione tempo, competenza e capacità fuori dal comune; il tutto non solo nell’ambito universitario, ma anche, e soprattutto, in altri contesti, istituzionali e non. Convinto che la formazione non fosse limitata ai luoghi ad essa deputati, ma si svolgesse in ogni ambito, a prescindere dal livello di istruzione dei propri interlocutori, in uno scambio continuo ed autentico di saperi ed esperienze. Le circostanze della scomparsa – conclude la famiglia D’Ascenzi – determinano una incertezza sul momento in cui lo potremo salutare a Pisa: sarà cura nostra dare notizia nei giorni a venire, così da consentire la partecipazione di tutti coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato». E in tanti in queste ore si sono voluto stringere intorno alla moglie e alle figlie, anche attraverso i social, con frasi di affetto e vicinanza. 

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