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Capalbio, morto a 63 anni il professor D'Ascenzi: il malore fatale mentre era in vacanza con la famiglia

di Ivana Agostini

	Il professor Carlo D'Ascenzi
Il professor Carlo D'Ascenzi

La città e la comunità accademica piangono il docente gentile e stimato: insegnava Veterinaria. Nato a Orbetello si era laureato a Pisa e qui era rimasto prima come ricercatore e poi come professore. Il decesso a Stoccolma

02 aprile 2024
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CAPALBIO. Un uomo garbato e gentile che sapeva farsi amare dai suoi studenti. Un professore preparato che amava moltissimo la sua professione. Aveva piacere nell’insegnarla e far appassionare chi lo ascoltava.

Si è spento nei giorni scorsi, mentre si trovava a Stoccolma per un viaggio di famiglia, il professore universitario Carlo D’Ascenzi. Era nato a Orbetello l’11 giugno del 1960. A Pasqua, con la moglie, una delle due figlie, la sorella Jolanda a cui era legato da un rapporto speciale, e altri familiari era andato a Stoccolma a trovare l’altra figlia che da alcuni mesi lavora in Svezia. Un viaggio per stare insieme e festeggiare la Pasqua.

Durante una delle prime notti però D’Ascenzi si è sentito male. Un arresto cardiaco: la moglie ha chiamato subito i soccorsi, nel frattempo gli è stato praticato il massaggio cardiaco e questo gli ha consentito di arrivare ancora vivo all’ospedale, dove è stato fatto di tutto per salvargli la vita. Una corsa contro il tempo che però non è servita a strapparlo alla morte. La notizia della sua scomparsa, arrivata in Italia, ha destato sconcerto: nessuno avrebbe mai potuto immaginare che da quella breve vacanza il professor D’Ascenzi non avrebbe più fatto ritorno.

Carlo D’Ascenzi da anni abitava in provincia di Pisa ma mai aveva dimenticato la sua terra d’origine: La Torba, dove tornava ogni volta che ne aveva l’occasione. Qui aveva la sua casa, la sua terra e la sua grande passione: le arnie con le sue amate api, che aveva messo a Capalbio ma anche a Volterra. Una passione che era nata col tempo.

Dopo la laurea in medicina veterinaria all’università di Pisa, D’Ascenzi si era specializzato in Ispezione e igiene degli alimenti di origine animale, campo nel quale aveva proseguito la sua formazione e sviluppato le sue competenze scientifiche e didattiche come professore associato del dipartimento di scienze veterinarie. Nel campo dell’ispezione e delle tecnologie legate alle trasformazioni alimentari Carlo D’Ascenzi aveva sviluppato competenze molto puntuali, concentrando la sua attenzione sugli aspetti legati alla salute dei consumatori, e, allo stesso tempo, alla salvaguardia e alla codifica delle caratteristiche peculiari dei prodotti tradizionali e tipici del sistema agro-alimentare italiano (toscano, in particolare) e, più di recente, del mondo dell’apicoltura.

Era entrato nel ruolo di ricercatore universitario nel 1994 per poi rivestire la carica di professore associato di ispezione degli alimenti di origine animale dal 2001 fino a oggi. Era presidente della Società scientifica veterinaria per l’apicoltura, attiva nella valorizzazione delle competenze veterinarie applicate al campo della tutela del patrimonio apistico, della salute delle api, della sicurezza alimentare e della salute pubblica, e direttore del Centro di riferimento regionale per la progettazione e la gestione della formazione in sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare. È stato apprezzato docente dei corsi di laurea in medicina veterinaria e in scienze e tecnologie delle produzioni animali. Docente nelle scuole di specializzazione del dipartimento di scienze veterinarie, la sua competenza era riconosciuta in ateneo e richiesta da altri dipartimenti e soggetti istituzionali anche all’esterno. A supporto del dipartimento ha svolto più funzioni tra cui, la più recente, quella di coordinatore per le attività di job placement.

«Carlo D’Ascenzi – ricordano colleghe e colleghi del dipartimento – ha privilegiato lo sviluppo di una conoscenza scientifica sempre aperta e attenta al confronto con il mondo della produzione e della professione veterinaria, e non solo, motivo che lo ha portato a costruire una fitta rete di rapporti e interlocuzioni con la Regione Toscana, con l’Istituto zooprofilattico del Lazio e della Toscana e con altri attori del sistema agroalimentare. Persona modesta, stimata e gentile, ha saputo trasmettere con passione e competenza il suo sapere a ogni pubblico e interlocutore, aspetto che lo ha fatto apprezzare tanto dagli studenti, quanto dai colleghi e dagli operatori con cui coltivava proficuo e continuo contatto».

La sorella Jolanda lo ricorda così: «Oltre alle sue capacità professionali era l’aspetto umano che tutti apprezzavano di Carlo. Io lo facevo conoscere a tutti i miei amici e alla fine tutti gli volevano bene. Era empatico anche con i suoi studenti tanto da risultare fra i professori più apprezzati».

Fra i tanti messaggi di cordoglio arrivati sulla sua pagina Facebook ci sono proprio i messaggi di alcuni suoi ex studenti. «Per me – dice a Il Tirreno Cecilia Albani – è stato il professore migliore del mondo, mi ha insegnato quello che oggi è diventato il mio lavoro ed è davvero in gran parte merito della passione che ha saputo trasmettermi durante gli anni dell’università. Proprio con lui ho scelto di scrivere entrambe le mie tesi, perché per me non esisteva altra opzione possibile. Mi ha cambiato la vita e l’ha indirizzata verso un percorso che altrimenti non avrei mai preso in considerazione, e questo ha condizionato tutto il resto: proprio lavorando nel mondo della sicurezza alimentare ho conosciuto mio marito, anche lui del settore, con il quale oggi ho costruito una splendida famiglia. Per me era davvero una persona fantastica, negli anni ho continuato sempre ad andarlo a salutare in facoltà quando potevo nel suo ufficio o a chiedergli pareri lavorativi in caso di dubbio».

Come lei anche un altro ex studente Alessio Massaro: «Gli sarò infinitamente grato per i suoi insegnamenti sia professionali che umani. Ricorderò sempre le sue parole di conforto e di allegria nei momenti di sconforto». Ma tanti gli studenti che hanno scelto il loro percorso lavorativo proprio grazie all’influenza esercitata dal professore.

Sconcertata dalla notizia anche la professoressa di diritto agrario, agroalimentare e agroambientale dell’università di Pisa, Eleonora Sirsi: «Carlo è sempre stato gentile e affidabile da quando lo conosco, da quando avevamo 20 anni e ci ritrovavamo nel gruppo di amici comuni. L’ho ritrovato poi collega, impegnato nella ricerca sui temi dell’igiene e sicurezza degli alimenti che ci vedevano entrambi interessati sia pur per profili diversi, io da giurista e lui da veterinario. È sempre stato utile il confronto con lui e non è un caso che sia stato uno dei protagonisti del Cedisa (Centro studi sul diritto e le scienze dell’agricoltura, alimentazione e ambiente) e della sua rivista Alimenta. È difficile accettare l’idea di non potersi più rivolgere a lui per uno scambio di idee, per un chiarimento scientifico, anche per una chiacchierata, sempre gradevole, mai inutile».

Addolorati anche coloro che avevano avuto rapporti di lavoro con lui: Giacomo Pasquinucci ha un salumificio a Castelfiorentino e con D’Ascenzi realizzò alcuni progetti. “Persone come Carlo è sempre più raro trovarle in ogni ambiente lavorativo, scolastico e di vita quotidiana. Un uomo disponibile, umile e molto preparato».

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