Monsignor Mario Meini da Pitigliano-Orbetello è al timone di Fiesole
Fece il suo ingresso nel 2010 e nel 2014 è eletto vice presidente per l'Italia centrale della Conferenza episcopale La sua visione sul dopo Covid
Fabbrica e anche Legoli. Nell’altra piccola frazione pecciolese, sul colle dirimpettaio, il 17 novembre 1946 nasce Mario Meini. Verrà ordinato sacerdote il 27 giugno 1971 per la diocesi di Volterra, dopo aver compiuto gli studi ginnasiali nel seminario minore di Volterra e quelli liceali e teologici nel Pontificio seminario regionale “Pio XII”' di Siena.
Viene nominato parroco di San Giusto in Volterra, dal 1976 al 1993, e poi parroco della cattedrale e delle parrocchie del centro storico di Volterra dal 1993 fino al 1996; è vicario foraneo della città di Volterra dal 1985 al 1995. È direttore della Scuola di formazione teologica della diocesi, dal 1980 al 1996 e professore di Teologia dogmatica presso lo Studio teologico fiorentino, attualmente Facoltà teologica dell'Italia centrale, dal 1985 al 2001.
Il 13 luglio 1996 però viene nominato vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello da Giovanni Paolo II e consacrato il 7 settembre 1996 dal vescovo pontederese Vasco Giuseppe Bertelli, co-consacranti i vescovi Ovidio Lari e Antonio Bagnoli.
Il 25 maggio 2002, al termine della visita pastorale, indice il sinodo diocesano; il 22 marzo 2005 promulga i documenti sinodali.
Il 13 febbraio 2010, monsignor Mario Meini viene promosso vescovo di Fiesole. Fa il suo ingresso in diocesi il 18 aprile 2010. L'11 novembre 2014 è eletto vicepresidente per l'Italia centrale della Conferenza episcopale italiana, organismo dove è delegato per la pastorale della famiglia, membro della Commissione episcopale per la Facoltà teologica.
In una sua intervista concessa al quotidiano Avvenire ha preso posizione sul Covid-19 nel bel mezzo della emergenza acuta di primavera e già ravvisava l’eventualità di una lunga fase 2: «Ci aspettiamo una ripartenza anche ecclesiale, mi viene da dire. Ma non immaginiamoci – ebbe a dire – che tutto torni immediatamente come prima. Saremo costretti a ulteriori sacrifici: sacrifici nella liturgia, nell’evangelizzazione, nella testimonianza della carità». —
P.Fa.
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