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cronaca

Ecco come sarebbe la Torre pendente dopo un attacco alieno

Il “Disordine degli Architetti” lancia un contest provocatorio La risposta è un monumento fasciato di vetro o solo virtuale


20 febbraio 2019 Giuseppe Boi ; g.boi@iltirreno.it




Come diventerebbe la Torre di Pisa se arrivassero gli alieni? E come ricostruirla in caso di un disastro naturale o un attacco terroristico? Ipotesi catastrofiche e fantascientifiche che sono diventate lo spunto per il contest “Archindependence Day” lanciato dall’associazione culturale “Disordine degli Architetti”. Un concorso che dà lo spunto ai professionisti del settore per esercitarsi in un concorso stilistico, ma che ha anche il compito di sensibilizzare tutti su una realtà spesso dimenticata: nulla è eterno, la Torre si difende dalla gravità e dai turisti, va tutelata nel presente perché se scomparisse dal nostro patrimonio culturale cambierebbe in maniera radicale il nostro territorio.

Il contest è stato lanciato nel 2018 in occasione dell’Anno europeo del Patrimonio Culturale e non riguarda solo la Torre di Pisa ma altri tre monumenti simbolo di altrettante città italiane: la Lanterna a Genova, il Duomo a Milano e il Colosseo a Roma. I progetti sono stati consegnati lo scorso 31 dicembre e fino al 19 marzo si possono votare online sul sito disordinedegliarchitetti.com. Al voto della giuria popolare si aggiungerà poi quello di una giuria tecnica di cui fanno parte gli architetti pisani Luca Lanini (docente di Composizione architettonica e urbana) e Dario Franchini (ex assessore all’urbanistica e dirigente dell’ufficio Urbanistica).

Per Pisa i progetti finalisti sono stati presentati da tre gruppo: del primo fanno parte Alessandro Baldassari, Camilla Cervetto, Cristina Zeni, Giulia Cecchella e Sara Policheni; del secondo Stefano Sinibaldi, Pancrazio Capoccia e Daiana Dall’Arche; del terzo Giammarco Montalbano, Vito Tassielli, Simone Rusci e Piergiuseppe Rechichi.

I gruppi pisani hanno ipotizzato le torri del futuro come strutture verticali o pendenti come l’originale. Hanno utilizzato materiali hi-tech e vetrate per fargli acquisire forme morbide e sinuose. C’è chi ha ipotizzato una ricostruzione solo virtuale attraverso la tecnologia 3d che ripropone l’attuale Torre. Il tutto per fare dei selfie: l’unica cosa che, secondo gli architetti, non cambierebbe anche in caso di attacco alieno. —



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