Polo siderurgico Piombino, le preoccupazioni di Usb
L’organizzazione sindacale sostiene che la convivenza fra i progetti di Metinvest Adria e JSW Steel Italy diventi ogni giorno sempre più complicata
PIOMBINO. Grido d’allarme dell’Unione Sindacale di Base sulla situazione relativa al polo siderurgico di Piombino, nel quale, secondo l’organizzazione sindacale, la convivenza tra i progetti di Metinvest Adria e Jsw Steel Italy diventa ogni giorno più difficile. Usb rileva che i due piani industriali avrebbero dovuto procedere di pari passo, garantendo sviluppo, occupazione e rilancio industriale del territorio, mentre oggi, viceversa, si assiste a due situazioni completamente diverse.
«Metinvest Adria – spiega il sindacato – ha già firmato l’accordo di programma, ha avviato oltre 380 colloqui con i lavoratori inattivi, ha ripresentato il piano industriale alla Regione Toscana con la rinuncia a 9 ettari di aree e si prepara all’avvio delle demolizioni nell’autunno 2026. A questo si aggiunge lo sblocco dell’investimento sulla banchina da parte del MIT, passaggio fondamentale per la realizzazione del progetto. Dall’altra parte, JSW continua a rappresentare l’ennesima incompiuta industriale. Dopo mesi non è stato ancora firmato l’accordo di programma, non esistono certezze sui tempi e il progetto industriale. Nel frattempo Governo e Regione Toscana continuano a latitare su una vertenza che viene definita strategica a livello nazionale, ma che nei fatti non riceve alcuna accelerazione concreta».
Secondo Usb è inaccettabile che a oggi non sia stato ancora nominato un commissario straordinario capace di velocizzare gli iter autorizzativi e coordinare realmente l’avvio del comitato esecutivo. «Ancora più grave è il continuo credito politico dato a JSW, un gruppo che dal 2018 non ha mantenuto gli impegni assunti né verso i lavoratori né verso la città».
«Le tensioni internazionali, dalle guerre in Medio Oriente fino al conflitto in Ucraina – prosegue l’organizzazione sindacale – rendono ancora più evidente quanto sia fragile affidare il futuro di un settore strategico come la siderurgia alle logiche del mercato e della speculazione internazionale.
Come Usb lo diciamo da tempo: servono garanzie immediate per tutti i lavoratori fino al completamento delle opere e alla piena ripartenza produttiva. Nessuno deve pagare sulla propria pelle i ritardi industriali, politici e burocratici accumulati in questi anni. Per noi la questione è ormai chiara: senza un forte intervento pubblico non esiste alcuna garanzia per il futuro del polo siderurgico di Piombino. Per questo continuiamo a chiedere la nazionalizzazione della siderurgia e un controllo pubblico reale di un settore strategico per il Paese, per difendere occupazione, salario, diritti e prospettive industriali».
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