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Polo siderurgico Piombino, le preoccupazioni di Usb

di Maurizio Campogiani

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L’organizzazione sindacale sostiene che la convivenza fra i progetti di Metinvest Adria e JSW Steel Italy diventi ogni giorno sempre più complicata

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PIOMBINO. Grido d’allarme dell’Unione Sindacale di Base sulla situazione relativa al polo siderurgico di Piombino, nel quale, secondo l’organizzazione sindacale, la convivenza tra i progetti di Metinvest Adria e Jsw Steel Italy diventa ogni giorno più difficile. Usb rileva che i due piani industriali avrebbero dovuto procedere di pari passo, garantendo sviluppo, occupazione e rilancio industriale del territorio, mentre oggi, viceversa, si assiste a due situazioni completamente diverse.

«Metinvest Adria – spiega il sindacato – ha già firmato l’accordo di programma, ha avviato oltre 380 colloqui con i lavoratori inattivi, ha ripresentato il piano industriale alla Regione Toscana con la rinuncia a 9 ettari di aree e si prepara all’avvio delle demolizioni nell’autunno 2026. A questo si aggiunge lo sblocco dell’investimento sulla banchina da parte del MIT, passaggio fondamentale per la realizzazione del progetto. Dall’altra parte, JSW continua a rappresentare l’ennesima incompiuta industriale. Dopo mesi non è stato ancora firmato l’accordo di programma, non esistono certezze sui tempi e il progetto industriale. Nel frattempo Governo e Regione Toscana continuano a latitare su una vertenza che viene definita strategica a livello nazionale, ma che nei fatti non riceve alcuna accelerazione concreta».

Secondo Usb è inaccettabile che a oggi non sia stato ancora nominato un commissario straordinario capace di velocizzare gli iter autorizzativi e coordinare realmente l’avvio del comitato esecutivo. «Ancora più grave è il continuo credito politico dato a JSW, un gruppo che dal 2018 non ha mantenuto gli impegni assunti né verso i lavoratori né verso la città».

«Le tensioni internazionali, dalle guerre in Medio Oriente fino al conflitto in Ucraina – prosegue l’organizzazione sindacale – rendono ancora più evidente quanto sia fragile affidare il futuro di un settore strategico come la siderurgia alle logiche del mercato e della speculazione internazionale.

Come Usb lo diciamo da tempo: servono garanzie immediate per tutti i lavoratori fino al completamento delle opere e alla piena ripartenza produttiva. Nessuno deve pagare sulla propria pelle i ritardi industriali, politici e burocratici accumulati in questi anni. Per noi la questione è ormai chiara: senza un forte intervento pubblico non esiste alcuna garanzia per il futuro del polo siderurgico di Piombino. Per questo continuiamo a chiedere la nazionalizzazione della siderurgia e un controllo pubblico reale di un settore strategico per il Paese, per difendere occupazione, salario, diritti e prospettive industriali».

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