Il Tirreno

Lutto

Piombino: l’ultima corsa di Mauro Faucci, una vita in simbiosi con lo sport

di Luca Centini

	A sx Faucci di corsa, a dx con Nadia Battoccletti
A sx Faucci di corsa, a dx con Nadia Battoccletti

Podista ai tempi d’oro della maratona, ha portato in zona campioni assoluti. Il decesso all’ospedale a Livorno: aveva 75 anni

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PIOMBINO. Ha macinato migliaia di chilometri. Consumando prima le suole delle scarpe da corsa. Poi le gomme della bicicletta quando, per ragioni fisiche, ha dovuto smettere con l’atletica. Del resto il legame di Mauro Faucci con lo sport, una passione esplosa da giovane, non si è mai affievolito. Anzi. Fino a quando il fisico glielo ha consentito, ha continuato ad essere un testimonial dell’attività sportiva, esercitando il ruolo di “calamita” per campioni affermati che, grazie a lui, hanno scelto il nostro territorio per allenarsi e per testare il fisico in vista degli importanti impegni internazionali. L’ultimo colpaccio in ordine di tempo del vecchio maratoneta piombinese? Se Nadia Battocletti ha scelto il Villaggio Orizzonte e la Costa Est per preparare le sue sfide mondiali il merito è di Mauro. Per questo motivo tanti appassionati di sport, appresa la notizia della scomparsa dello storico maratoneta piombinese, hanno provato dolore e nostalgia.

Faucci è morto nella notte tra martedì 12 e mercoledì 13 maggio in ospedale a Livorno, dove era ricoverato da alcune settimane in seguito a un repentino peggioramento delle condizioni di salute dovuto a una malattia. Da pochi mesi si era trasferito a Castagneto con la moglie Stefania, per stare vicino alla figlia Elisa, anche lei podista, e alla nipotina. Aveva 75 anni.

Magonista per tanti anni fino alla pensione, Faucci è stato uno sportivo vero. Innamorato dell’atletica. Tanti piombinesi lo ricordano ai tempi d’oro della maratona, mentre correva a fianco di Claudio Mazzola, suo grande amico e maratoneta come lui. «Abbiamo iniziato a correre assieme 50 anni fa, correvamo alle feste dell’Unità, poi dal 1978 con il circolo delle Acciaierie. Quindi, dagli anni Ottanta con gli amatori – racconta un commosso Claudio Mazzola – Mauro andava forte, correva sulle lunghe distanze: dalla 10 km alla maratona. Era scrupoloso, conduceva una vita sana, si allenava forte. Era uno sportivo in tutto. Aveva un carattere particolare, dovevi saperlo prendere. Ma aveva un cuore grande e agli amici ha dato tanto».

Sempre assieme a Mazzola, Faucci dette vita negli anni Ottanta al Club Orlando Pizzolato, vincitore di due edizioni della maratona di New York. Organizzarono una gita con maratona annessa nella Grande Mela. «Mauro non terminò la corsa per un problema fisico – ricorda l’amico – ma pochi giorni dopo si iscrisse alla maratona di Livorno che chiuse con in 2 ore e 34’: un bel tempo. Mauro era questo». Faucci ha tenuto un rapporto costante con lo sport ad alti livelli, collaborando con gli staff di campioni dell’atletica e non solo. C’era lui a dare supporto logistico allo staff azzurro della maratona, quando Stefano Baldini, oro olimpico di Atene, scelse Riva degli Etruschi e la nostra zona per allenarsi. Ha collaborato poi con Poggio all’Agnello e nell’ultimo periodo con il Villaggio Orizzonte, portando dalle nostre parti la nazionale di short track, per fare un esempio, nazionali di triathlon e di altre discipline. Fino a pochi mesi fa, quando Mauro ha fatto da gancio per portare in Costa Est Nadia Battoccletti, l’atleta di punta del mezzofondo azzurro. Sempre di corsa, puntando in alto con ambizione. Per seguire gli sportivi e al tempo stesso promuovere le bellezze del nostro territorio. Da buon maratoneta Faucci questo obiettivo lo ha sempre tenuto in mente, senza perdere ritmo. Passo dopo passo. Fino al traguardo.

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