Piombino, notte di terrore e violenza: accoltellamenti e maxi rissa
Due uomini sono finiti in ospedale e saranno denunciati per lesioni gravissime provocate dai coltelli
PIOMBINO. Ieri mattina, sabato 18 aprile, il casco che è stato usato per una rissa nella notte tra venerdì e ieri si trovava ancora in via Lombroso, appoggiato davanti ad una saracinesca di un negozio chiuso. Oggetto, questo, utilizzato in uno scontro fra bande di ragazzini che ha toccato diversi punti nevralgici del centro città. Ma la violenza che si è sviluppata da piazza Verdi e che è esplosa del tutto in via Lombroso non è stata l’unico atto di ferocia che ha caratterizzato il fine settimana dei piombinesi.
Via Pisacane
Venerdì sera, infatti, in via Pisacane, due uomini sono finiti all’ospedale: oggetto della violenza un accoltellamento. Erano circa le 21 di venerdì sera quando i gestori di due differenti attività economiche di via Pisacane sono stati soccorsi dalla ambulanze della Pubblica assistenza e della Croce Rossa di Piombino. I due uomini, entrambi di mezz’età e di nazionalità marocchina, hanno discusso per un parcheggio. Ma la tensione che è esplosa venerdì sera covava già da diversi giorni. «Probabilmente si sono cercati per litigare, perché negli ultimi giorni avevano già avuto degli screzi», dice al Tirreno un commerciante della via, che vuole rimanere anonimo. Un litigio che è costato ad uomo la falange di un dito, mentre all’altro delle ferite all’addome. Entrambi gli uomini avrebbero colpito l’altro con un coltello. Sul posto, oltre alle ambulanze, è intervenuta anche la polizia di Stato. Che denuncerà i due per lesioni gravissime. «Questa è una via tranquilla. Erano due anni che non succedeva qualcosa del genere - dicono i titolari di un locale di via Lombroso -. Siamo rimasti meravigliati. Per colpa di questi episodi la via riceve brutta pubblicità». Anche secondo un altro commerciante «la via è tranquilla, i controlli ci sono - dice - Ma la polizia non può stare fissa in questa zona ad aspettare che succeda qualcosa». Di diversa opinione il titolare di un altro negozio della via: «Il problema è che qui si ha l’abitudine di andare a giro con i coltelli - evidenzia -. C’è un malessere generale».
Piazza Verdi
Il parapiglia notturno ha toccato anche piazza Verdi. Qua, tra le 15 e le 20 persone, tutte adolescenti o appena maggiorenni, nel pieno della notte, hanno scatenato il caos in centro. Intorno alle 2,30, davanti al Rivellino, una quindicina di giovani, italiani e nordafricani, si sono infatti accaniti su quattro coetanei, di origini slave. Erano circa le 2,30 quando sul posto sono arrivate della ambulanze della Croce Rossa e della Pubblica Assistenza. In questo caso, nessuno è finito all’ospedale: ferite lievi quelle riportate dalle vittime, che sono state soccorse direttamente sul posto. Presenti sul posto anche delle volanti della polizia.
Via Lombroso
Ma le botte non si sono fermate davanti al Rivellino. Lo scontro è continuato in via Lombroso, un’ora dopo, dove però si sono trovati solo in 7 o 8 giovani. Probabilmente sotto effetto di alcool, qua il gruppo ha dato vita al tutti contro uno. Con caschi, spranghe, coltelli, bottiglie di vetro, mattoni, e soprattutto cintole. «Un ragazzo è stato massacrato di botte», racconta Fabio Cento, segretario cittadino del Partito democratico che si è svegliato in piena notte, dopo aver sentito diverse urla vicino alla sua abitazione. «Quando stamani (ieri per chi legge, ndr) sono uscito di casa, ho trovato un coltello con una visiera del casco, davanti all’ex cinema Odeon - continua il segretario -. Nella rissa i ragazzi avevano di tutto: spranghe, mazze, colli di bottiglia. E le cinture. Erano tutti contro questo ragazzo». Quindi ecco che torna un’ambulanza, della Pubblica assistenza, e che arrivano nuovamente le forze dell’ordine, stavolta anche i carabinieri. «Ma quando le forze dell’ordine sono arrivate il gruppo si è disperso», si è disperso Cento. Che poi sottolinea anche il lato grottesco delle botte che gli adolescenti si sono dati. «Il ragazzo picchiato da tutti era massacrato, stava piegato, ma diceva che non gli avevano fatto niente - continua -. E un altro gli diceva "Vai fra, vai bro (slang usato dai giovani per dire "fratello", ndr). È come se stesse esultando perché era stato preso a botte». Così un altro cittadino: «In piazza Verdi la rissa potrebbe essere iniziata già vicino all’edicola che c’è davanti al Rivellino - spiega -. Poi si sono spostati, e in un secondo momento si sono trovati in via Lombroso». «Un ragazzo aveva un bastone mentre si azzuffava con gli altri, e un altro l’ho visto con un coltello - racconta un testimone che lavora in un locale della zona -. I carabinieri sono arrivati in cinque minuti, ma ho sentito che i motorini scappavano». Sul posto sono intervenute le volanti della polizia e dei carabinieri, oltre che un’ambulanza della Pubblica assistenza.
L’assessore
Mentre Cento denuncia la mancanza di sicurezza in città, contattato dal Tirreno l’assessore alla Sicurezza Vittorio Ceccarelli afferma che «si tratta di situazioni deprecabili, inaccettabili - dice -. Le forze dell’ordine, che ringrazio, hanno fatto un lavoro eccezionale arrestando le persone che più erano attenzionate, nei mesi scorsi. Ma sulla rissa che sfocia dal niente si può fare ben poco».
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