Morte di Giacomo Bongiorni, noi nella “zona rossa” di Massa: il coprifuoco divide
A una settimana dalla scomparsa del 47enne, il viaggio nella notte della città ferita
MASSA. Una città profondamente ferita. Lo si sente, lo si avverte chiaramente girando per le strade del centro cittadino, storico e non, nella prima notte di restrizioni decisa dopo l’assurda morte di Giacomo Bongiorni.
Le restrizioni
Sino al 31 maggio, i locali del centro dovranno chiudere i battenti alle 00.30; un provvedimento che, in molti, giudicano inutile e dannoso. C’è chi parla di resa ai violenti; chi di semplici palliativi. Anche se un segnale andava dato, pensano in molti. La "zona rossa" avviluppa praticamente tutto il centro, pattugliato dalle "ronde" delle volanti della Polizia e dalle gazzelle dei Carabinieri, sorveglianti deputati a prevenire, se non scongiurare, nuove tragedie come quella di una settimana fa. E allora, a distanza di pochi giorni, piazza Palma, testimone involontaria di quella atrocità e ora luogo laico di pellegrinaggio, accoglie i mazzi di fiori che ogni giorno e ogni notte vengono depositati attorno alla foto di Giacomo - immortalato, chissà quando, con lo sguardo sognante - e che con il loro profumo, tentano timidamente di diluire l’odore nauseabondo lasciato dalla tragedia: si avverte a centinaia di metri di distanza. Il viaggio nel cuore pulsante della movida massese, decapitata dalle nuove disposizioni di sicurezza, inevitabilmente inizia da qua, in questa piazza, piccolo salotto d’arte e musica che non sarà più lo stesso, e dove poco prima un nutrito gruppo dei Bikers Massa Carrara ha reso omaggio a Giacomo.
Il viaggio nella notte
L’aria è pesante, come può esserlo solo quella che aleggia sul luogo di un delitto; pesantezza che si dissolve solo di poco allontanandosi per salire verso piazza Aranci e via Dante, giacché, tra le mura dei locali, l’argomento principale di discussione non può che essere quanto accaduto la notte tra sabato 11 e domenica 12 aprile. Ognuno ha la sua personalissima soluzione per fermare i violenti. «Ci vogliono più controlli, si dice da una parte»; «macché -si risponde dall’altra - questi gruppi di delinquenti devono essere puniti duramente, solo così la smetteranno, quando capiranno che le loro follie portano dritti in carcere per molti anni, o per tutta la vita. Sennò, non se ne esce». Sulle chiusure anticipate dei locali, già detto sopra; quasi nessuno è a favore del provvedimento perché «inizieranno a bere un’ora prima. Una soluzione inutile, che danneggia l’economia massese e le persone oneste che lavorano. Ci vogliono interventi decisi per arginare subito questa delinquenza dilagante», qualcuno si spinge a dire.
Centro vivo
Nonostante le restrizioni, il centro si presenta vivo benché meno frequentato rispetto alla norma, perché, alla fine della fiera, nessuno vuole cedere i propri spazi vitali alla violenza gratuita. Via Dante, sino ai piedi della Cattedrale, resta quel tratto eterogeneo dove si mescolano, nei vari locali, un po’ tutte le età, mentre piazza Mercurio ospita ragazzi mediamente più giovani, tanto è vero che il maggior vociare arriva da lì. E poi c’è via Bastione, che, per la verità, ha cessato di essere quel salottino che fu, mostrandosi solcata da rughe di stanchezza. Un giovane fa una fatica del diavolo a restare in piedi, barcollando e farfugliando qualcosa di incomprensibile. Chi decide di circolare nelle strade del centro accompagnandosi con un cocktail, può farlo solo con un bicchiere di plastica; però, quello che fa specie, è l’età assai bassa di tantissimi frequentatori della notte; "teen" già abituati a fare le ore piccolissime che i genitori, all’ora X, aspettano in auto, dinanzi al Teatro Guglielmi. Neppure via Cairoli si presenta problematica, così come via Cavour. Qua e là, qualcuno si cimenta, con poco successo, nell’intramontabile karaoke; alcuni bambini corrono senza stancarsi. Così, la nottata del centro di Massa scivola via rapidamente e senza particolari problemi, con le forze dell’ordine a vigilare che le disposizioni siano rispettate, approfittando per controllare qualche documento d’identità. Stante un po’ di tolleranza, le saracinesche vengono abbassate "in orario", ma da qua a tirare un sospiro di sollievo c’è di mezzo, non il mare, ma l’universo.
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