Il Tirreno

Il caso

Francesco Di Vara, procedono le indagini dell’Asl: «Il custode è morto sul lavoro»

di Claudia Guarino
Francesco Di Vara, procedono le indagini dell’Asl: «Il custode è morto sul lavoro»<br>

La salma di Di Vara è ancora a disposizione del magistrato

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BOLGHERI. Mercoledì i tecnici della sezione “Prevenzione Igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro” dell’Asl sono stati a Bolgheri varie ore nel tentativo di ricostruire l’accaduto. Perché, sebbene ci siano degli aspetti ancora poco chiari, quello capitato al sessantenne Francesco Paolo Di Vara è considerato un incidente mortale avvenuto sul posto di lavoro. O meglio, in questo caso in itinere, cioè nel tragitto tra casa e lavoro. Gli accertamenti, comunque, sono ancora in corso e la salma del sessantenne per ora rimane a disposizione del magistrato. Ma andiamo con ordine.

Lo scontro

Tutto, lo ricordiamo, è avvenuto mercoledì mattina. Di Vara, che abita nella tenuta San Guido e lavora per la società Citai che la gestisce, stava percorrendo la via sterrata privata che collega la vecchia Aurelia con l’oasi di Bolgheri quando si è scontrato con un escavatore condotto da un cinquantenne della zona. La macchina da lavoro occupava l’intera carreggiata e gli investigatori stanno cercando di capire come sia stato possibile che lo scooter l’abbia preso in pieno nella parte posteriore.

I soccorsi

Nulla, purtroppo, hanno potuto fare i soccorritori, arrivati in zona a bordo delle ambulanze della Misericordia di Castagneto e della Pubblica Assistenza di Cecina. E il medico del 118 ha dovuto constatare il decesso. Intervenuti in un primo momento gli agenti della polizia locale di Castagneto Carducci, le indagini sono poi passate ai carabinieri della Compagnia di Cecina e all’Asl poiché, appunto, quanto accaduto è andato a configurarsi come un incidente sul lavoro. A quanto sembra Di Vara stava andando verso casa, quando si è scontrato con l’escavatore. Ma spetterà agli investigatori fare maggiore chiarezza e ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto.

La salma

La salma di Francesco Paolo Di Vara, nel frattempo, è a disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Rizzo che potrebbe decidere di disporre l’autopsia per far chiarezza sulla causa della morte. Sessant’anni compiuti a settembre, Di Vara viveva con la moglie all’interno del perimetro della tenuta e lavorava per Citai come guardiano. Stava cioè in una struttura all’ingresso pronto a intervenire in caso di necessità. Era conosciuto come “il guardiano dell’oasi” e in tanti adesso esprimono cordoglio per quello che era considerato «un uomo gentile sempre pronto ad aiutare chi aveva bisogno di una mano». 

 

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