Il Tirreno

Il personaggio

Francesco Fontanelli, da piccolo Harry Potter a fenomeno internazionale: è campione mondiale di cartomagia

di Paolo Federighi

	Fontanelli saluta il pubblico al termine del numero che gli ha garantito la vittoria ai mondiali di Torino (foto Master of Magic)
Fontanelli saluta il pubblico al termine del numero che gli ha garantito la vittoria ai mondiali di Torino (foto Master of Magic)

Il 26enne, di San Vincenzo, ha trionfato ai campionati iridati Fism in scena a Torino: «Ho sempre desiderato fare magie con le carte. La concorrenza era tanta ma ce l’ho fatta»

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SAN VINCENZO. Vi ricordate il Torneo Tremaghi di Harry Potter? Esiste davvero, ma i maghi sono molti di più. Harry Potter, però, è sempre lui da quando aveva 7 anni: Francesco Fontanelli.

Il ragazzo sanvincenzino classe ‘99 è diventato Campione del Mondo di cartomagia ai Mondiali Fism svoltisi a Torino dal 14 al 19 luglio scorsi. Fontanelli è un fenomeno: prima Campione d’Europa di cartomagia, poi secondo ad Italia’s got talent, invitato ovunque in tv e dalle più grandi aziende (tra cui la Ferrari, Generali, Amazon, Hologic, Biper Banca e molte altre) a parlare di come la magia abbia a che fare con la vita quotidiana e con qualsiasi tipo di lavoro.

Francesco, a Torino, ha superato la concorrenza nella sua categoria (la cartomagia, appunto) di ben 160 finalisti provenienti da tutto il globo. «Sentivo di essere tra i papabili – dice Francesco – ma la concorrenza era tanta e di altissimo livello. Agli Europei sì, me lo sentivo. Ma a Torino, quando ho sentito il mio nome, per la prima volta mi sono commosso. Un’emozione indescrivibile, con gli amici e i colleghi di una vita lì con me. È il coronamento di un sogno iniziato dieci anni fa, quando con mio padre Paolo andai ai Mondiali a Rimini. Da quel momento ho sempre sognato quel titolo e quel trofeo».

Francesco rivolge subito un pensiero a San Vincenzo, il suo amato paese in cui “scappa” appena può per ritrovare familiari e amici e rilassarsi. Il sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci lo ha appena ricevuto in Comune per omaggiarlo del grande risultato ottenuto. Con le carte, adesso, Francesco - a soli 26 anni - è il più grande mago del mondo, mondo dal cui immaginifico tetto guarda ormai tutti gli altri cartomaghi. «Quando ero piccolo - racconta – mio padre mi disse di essere un vero mago. Per me era un supereroe, ma dovevo mantenere il segreto. Ho mosso con lui i primi passi alla Corte dei miracoli di Livorno, l’unico teatro stabile per la magia in Italia. Avevo 7 anni e mi esibivo su quel palco: muovevo la bacchetta ma in realtà le magie le faceva mio padre. L’anno prima, a 6 anni, vidi insieme a mio padre il mio primo spettacolo: mi ricordo alla perfezione il numero di quel cartomago. Un’illuminazione. Da allora ho sempre desiderato fare magie con le carte».

La magia è un diritto fondamentale, dice Francesco, che rappresenta la possibilità di stupirsi e di meravigliarsi anche oggi, in un mondo che va troppo in fretta. Quante ore di studio e di allenamento gli hanno permesso – oltre al talento innato – di arrivare a tali vette? «Non si possono quantificare – risponde – Io studio e mi alleno costantemente, anche quando viaggio in aereo. Siamo come musicisti e giocolieri, muoviamo rapidamente le dita ma dobbiamo nascondere la nostra tecnica. Ore e ore di allenamento per un movimento che deve restare celato per preservare il senso di stupore e meraviglia di chi guarda».

Francesco è prossimo a presentare la tesi di laurea in Farmacia e inizierà il suo tirocinio a breve in una farmacia di San Vincenzo. «Scriverò una tesi – afferma – sull’utilizzo dei giochi di prestigio come strategia di marketing farmaceutico. Vorrei insegnare ai medici, soprattutto ai pediatri, dei giochi di prestigio per far vivere emozioni ai bambini e migliorare l’aderenza terapeutica, ossia la capacità di un paziente di rispettare le raccomandazioni sull’assunzione dei farmaci».

Fra pochi giorni Francesco partirà per una tournée in Cina, Giappone e Vietnam. Dopo il suo trionfo a Torino nel Mondiale FISM (Federazione internazionale delle società magiche) – la FISM rappresenta circa 100.000 maghi di 48 nazioni - Francesco vuole ringraziare soprattutto la Corte dei miracoli di Livorno, che lui chiama «la mia palestra» e «la più bella famiglia magica che potessi avere», per poi passare a ringraziare la Nazionale italiana di magia, il suo babbo mago Paolo e la sua mamma Sandra, che «inizialmente – dice – era scettica circa la mia passione per la magia e che, per questo, è diventata per me una grande spinta motivazionale; ora mi appoggia in tutto e fa il tifo per me».

Che prosegue: «Grazie a coloro che mi seguono. Grazie a San Vincenzo e ai sanvincenzini che mi supportano da sempre: è bello regalare loro emozioni. Già penso al quarto Festival della magia nel mio paese, dopo la bellissima terza edizione di poco più di un mese fa. La mia Coppa del Mondo è sanvinvcenzina a tutti gli effetti. San Vincenzo per me è il paese delle meraviglie. Infine, grazie a Masters of magic, organizzatori dei Mondiali che sono tornati finalmente in Italia». Ma prima di salutarci, due cose da dire sul ruolo del mago Francesco ce le avrebbe. «La magia – dice – è un linguaggio universale antico di millenni che può ispirare chiunque, in ogni contesto. Non è mai solo un gioco di prestigio, ma un racconto della propria storia personale, un’arte che ci dà sensazioni che abbiamo perso, che ci fa vivere cose dimenticate come il mistero, il fascino, la meraviglia, lo stupore. È credere in un istante – conclude il campione del mondo - che l’impossibile è possibile».


 

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