Il Tirreno

Tribunale

Elba, ragioniere di Marina di Campo fa causa ai suoi clienti: devono ridargli oltre 30mila euro

di Stefano Taglione
Un'aula di tribunale (foto d'archivio)
Un'aula di tribunale (foto d'archivio)

Un importante debito risalente al 2012 finisce davanti al giudice civile dopo che i ricorrenti hanno fatto ricorso contestando il decreto ingiuntivo promosso dal commercialista

3 MINUTI DI LETTURA





CAMPO NELL'ELBA. Vantava un credito, in qualità di commercialista, di 34.085,86 euro nei confronti di due commercianti. Che però, ritenendolo illegittimo, hanno promosso contro di lui una causa al tribunale di Livorno per far dichiarare nullo il decreto ingiuntivo. La giudice Simona Capurso ha dato ragione a un ragioniere di Marina di Campo – che, contattato dal Tirreno, non vuole commentare la vicenda e chiede l’anonimato – nella disputa civile che si è chiusa qualche giorno al palazzo di giustizia livornese di via de Larderel, con la pronuncia depositata lo scorso 17 luglio.

I fatti

La disputa riguardava – si legge nella sentenza appena pubblicata – il «mancato pagamento del compenso dovuto per l’incarico professionale» svolto dal professionista per conto della società di cui i due commercianti che hanno promosso l’azione civile risultano soci, «come provato da un progetto di notula». Una vecchia vicenda, risalente al 2012. I due «si sono riconosciuti debitori nei confronti del ragioniere – si legge ancora negli atti alla base della decisione del magistrato – della somma di 34.085,86 euro per competenze maturate fino al dicembre del 2012, impegnandosi a estinguere il debito entro il termine di 12 mesi».

Le motivazioni

La giudice, nella sua pronuncia, scrive che «nel caso in esame si ritiene che il creditore opposto abbia dato sufficiente prova della sussistenza della pretesa creditoria ingiunta, mentre dal canto loro gli opponenti non sono riusciti a fornire la prova dell’esistenza di fatti estintivi o modificati della stessa. La controparte (il ragioniere ndr) ha posto a fondamento della domanda monitoria una scrittura privata datata 6 aprile del 2013, sottoscritta dagli opponenti, con la quale si sono riconosciuti debitori nei confronti del ragioniere della somma di 34.085,86 euro, per competenze maturate fino a dicembre 2012, impegnandosi ad estinguere il debito entro il termine di 12 mesi. Gli opponenti, lungi dal disconoscere formalmente la predetta scrittura privata, si sono limitati a contestarne genericamente la validità, rappresentando come, al momento della sottoscrizione, non avessero la conoscenza analitica di tutta l’attività compiuta dal professionista, che non aveva allegato alla scrittura il progetto di notula del 27 febbraio del 2012. Non hanno, però, formulato alcuna domanda volta a far dichiarare nullo il negozio giuridico per vizio del consenso».

La condanna

La giudice, quindi, ha rigettato l’opposizione dei commercianti, confermando il decreto ingiuntivo della somma emesso dal tribunale su richiesta del commercialista il 5 giugno del 2024. Il tribunale, in questo caso quello civile livornese di via de Larderel, ha inoltre disposto il pagamento da parte degli opponenti delle spese di giudizio, pari a 6.713 euro, oltre alle spese generali al 15%, all’Iva e alla cassa di previdenza forense, con una maggiorazione ulteriore quindi. 


 

Primo piano
L'esperto

Terremoto in Lunigiana, il geologo: «È una zona a rischio elevato, così gli edifici si sono salvati»

di Melania Carnevali
Speciale Scuola 2030