Fosso Cosimo, è sparita la foce: inascoltate le segnalazioni
L’ex assessore Parodi dà l’allarme: «La giunta guarda altrove»
PIOMBINO. Cosimo senza sbocco in mare ma non sembra un problema per i camperisti che affollano i due lati di strada sterrata - pure occupando spazi tra quel che resta dei retoni di pescatori - tra la foce del fiume Cornia e il fosso. Anzi, per molti è un angolo tranquillo dove sdraiarsi al sole e magari calare una lenza.
C’è chi si sistema senza troppi pensieri sugli scogli e sul cemento che costeggia il canale. Basta spostare lo sguardo verso il mare per accorgersi che la situazione è tutt’altro che serena: la foce del Cosimo non c’è proprio più, “tappata” di nuovo da tempo, ostruita da una compatta barriera sabbiosa rinforzata da detriti e arbusti. Acqua stagnante: trappola mortale per la fauna.
Lo sanno bene quanti frequentano la zona: nel Padule Orti-Bottagone, fino alla foce, si trovano baby muggini, spigole e, più vicino al mare, sogliole pescate già morte: soffocate da un’acqua calda e ferma, priva di ossigeno. «Stanno morendo da sole», racconta un habitué con la canna in mano. Senza ricambio col mare, il fosso si trasforma in una pozza torbida che non regge più la vita. E c’è anche un altro timore: quello che alla prima bufera, come quelle già viste di recente, i campi possano tornare a finire sott’acqua.
Il rischio è concreto.
Da mesi agricoltori e portavoce Wwf dell’Oasi avevano lanciato l’allarme e proprio ieri l’area Orti Bottagone più Perelli Bassi è diventata ufficialmente zona Ramsar (riconosciuta di importanza internazionale per la protezione degli habitat umidi). Crescono i motivi per preoccuparsi, ma sembra che nessuno al momento si stia muovendo. «Il problema è noto e la soluzione sarebbe persino semplice – interviene Giuliano Parodi, ex assessore e vicesindaco nella prima giunta Ferrari – Ogni anno viene rinnovata una convenzione specifica tra il Comune di Piombino e il Consorzio di Bonifica per la pulizia della foce del fosso Cosimo. Si tratta di stanziamenti tra i 5 e i 6 mila euro – spiega – a seconda dell’intervento, e il Consorzio procede. Mi risulta che questa convenzione non sia stata ancora sottoscritta per il ’25. E se anche lo fosse, mi domando come mai il Comune non abbia ancora dato mandato al Consorzio di intervenire. Il via deve essere dato da giunta e sindaco. Sono basito, perché la situazione è inguardabile».
Parodi aggiunge dettagli che mostrano quanto sia fragile l’equilibrio del Cosimo: «Lo scorso anno – dice – è crollato anche il tubo che portava l’acqua all’ex centrale di Tor del Sale e credo che i detriti siano ancora lì sul fondale. Questo aggrava la situazione. Basterebbe che la giunta se ne occupasse versando quanto necessario per il dragaggio. Almeno su questo il sindaco e il dirigente dei lavori pubblici potrebbero dare una risposta ai cittadini, spiegando perché non si sia ancora provveduto». Dalle foto scattate lungo il corso del fosso, emerge chiaramente che il problema non è solo la moria dei pesci per mancanza di ossigeno. In caso di piogge abbondanti, l’ostruzione della foce potrebbe provocare l’allagamento dei campi circostanti, con danni incalcolabili alle aziende agricole già provate da anni di difficoltà. Intanto, gli appelli lanciati dagli agricoltori continuano a rimanere inascoltati. «Non capisco come si possa ignorare tutto questo – conclude Parodi – La soluzione è talmente semplice che sfugge alla logica perché non sia stata ancora adottata. È una vicenda che si trascina da troppo tempo: serve solo la volontà politica di sbloccarla».