Il Tirreno

Il caso

Campiglia, il conte della Daunia bannato dal social del Comune

di Manolo Morandini
Campiglia, il conte della Daunia bannato dal social del Comune

L’amministrazione comunale di Campiglia Marittima ha deciso di bloccare don Carlo Mammarella: «Continui e ridondanti commenti». Ma scoppia la polemica

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CAMPIGLIA. Il conte è bannato dal profilo Facebook del Comune di Campiglia Marittima. A sollevare il caso è lo stesso don Carlo Mammarella, conte della Daunia, che dal pomeriggio del 19 marzo non ha più accesso alla pagina istituzionale dell’ente. “Mi viene tolta la possibilità di informazione alla vita pubblica.... eventuali allerte, promozioni e programmazione di vita cittadina! Per Campiglia Marittima io non sono un cittadino? Vado bene solo per le tasse?”. Così il nobiluomo si esprime sul suo profilo del social network.

Mammarella parla di “accadimento gravissimo”. E si spinge a chiedersi se non si tratti di “accanimento e discriminazione nei miei confronti? Un’amministrazione che parla di inclusione? Pace? Tolleranza? Parità? Uguaglianza? Le motivazioni di tale atto da parte di un canale ufficiale devono essere pubbliche!  Così deve essere reso pubblico il mio commento che presumibilmente ha scatenato la cancellazione della mia utenza. L'amministrazione comunale di Campiglia Marittima deve delle spiegazioni e deve scusarsi di questo atto contro un cittadino?”.

Il conte è un utente Facebook attivissimo. E il fatto non è sfuggito ai gruppi consiliari d’opposizione che oltre a esprimere solidarietà al Mammarella sono pronte a chiedere lumi.

“Che la pagina ufficiale del Comune censuri, bloccandolo, un cittadino, è molto grave e di democratico c'è molto poco _ afferma Alessio Albertoni di Cambiamo Futuro _. Se si ritiene che certi commenti non siano tollerabili un organo ufficiale usa la legge, non la censura, quella è una pagina istituzionale, non un gruppo o un profilo privato. Spero che chi è stato bannato venga reintegrato nella pagina e chi la gestisce, se è in grado, usi strumenti diversi dalla censura totale”. Dal fronte de La Svolta si sottolinea che “una pagina istituzionale di un Comune è un servizio pubblico. Su quella pagina circolano notizie e informazioni di interesse generale. Viene gestita con soldi pubblici. Ci sono persone che la aggiornano e la seguono pagate dai cittadini. Se una persona produce commenti lesivi dell'ente o, peggio ancora, diffamatori, un Comune ha tutti gli strumenti per tutelarsi. Ma se stiamo nel campo della libera opinione è legittimo che un cittadino venga bannato da una pagina istituzionale? Siccome non si tratta di una pagina privata, di cui ciascuno può disporre senza renderne conto, riteniamo che di questa vicenda l'amministrazione debba rendere conto pubblicamente”.

A quanto è dato sapere nella storia social del Comune di Campiglia Marittima il conte Mammarella è il terzo profilo che è stato bloccato. Gli altri due sono riferibili a utenti che potrebbero essere dei profili fasulli, riconducibili alla galassia no vax. “Mammarella è stato bloccato perché i continui e ridondanti commenti _ sostengono dal Palazzo comunale _, frequentemente non attinenti all’oggetto della comunicazione istituzionale postata, distraggono l'attenzione da quello che è l'oggetto dei post, rischiando di impedire una corretta comunicazione verso la cittadinanza sul canale social. Riguarderemo le regole della pagina per non creare nessuna disparità, fermo restando che Facebook è uno dei vari canali di comunicazione che il cittadino ha a disposizione”.

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