Il Tirreno

Sanità

Piombino, scatta l’allarme su cardiologia: «In corso un depotenziamento»

Piombino, scatta l’allarme su cardiologia: «In corso un depotenziamento»

Il comitato Lasciateci nascere a Piombino: solo tre medici, numero insufficiente. Pd duro: «Non ci basta sentir dire che il reparto non chiuderà, i servizi languono»

4 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Giù le mani dalla cardiologia di Villamarina. Due voci, un appello simile. In queste ore, infatti, è stato il comitato Lasciateci Nascere a Piombino, in passato in prima linea per la difesa del punto nascita ma da allora attivo sui nervi scoperti della sanità piombinese, a lanciare per primo l’allarme. A stretto giro è il Partito Democratico, con una nota firmata dai suoi dirigenti locali, a posare la lente di ingrandimento del reparto ospedaliero sul quale si starebbe allungando, secondo quanto riferito, l’ombra lunga di un ridimensionamento.

Il comitato parte all’attacco

Marida Leoni, portavoce del comitato Lasciateci nascere a Piombino, è la prima a lanciare l’allarme con una lunga e articolata nota dedicata alla questione della cardiologia. «Accade che un paziente ricoverato per un infarto a Villamarina, a causa di un peggioramento delle sue condizioni, deve essere trasferito in urgenza. Si allerta Grosseto. Grosseto risponde positivamente. Si farà carico del paziente. Ma per quanto possa risultare incredibile, sul territorio non sono disponibili medici d'urgenza per il trasporto in ambulanza. Perché a Villamarina non solo non si hanno gli strumenti...ma non si può contare neanche su un'adeguata organizzazione dei trasporti per raggiungere le strutture che dispongono di quegli strumenti – attacca – Questa condizione non si verifica solo nei trasporti in emergenza. Per il trasferimento del paziente che, necessitava di una coronarografia, si è attivato l'elicottero. Tutto questo comporta dei costi e dei rischi». Il comitato mette in fila i costi dettagliati del trasporto in elicottero e delle ambulanze. Non solo. «Si aggiunge la necessità di un supporto esterno per il reparto di cardiologia di Villamarina. Questo supporto esterno si rende necessario perché i medici della cardiologia sono solo tre, un numero quindi insufficiente per garantire le prestazioni H24. I medici reclutati per sostenere il reparto, provenienti da altri presidi ma anche da altre aziende ospedaliere, hanno un costo di 100 euro l'ora nei turni diurni. Quali sono le ragioni di un tale dispendio di risorse economiche? ».

«Sono certa che sia ben chiaro all'azienda ASL Toscana nord ovest – aggiunge Leoni – quanto pericoloso sia non disporre di una sala di emodinamica a Piombino. Sono altrettanto certa che la comunità abbia il dovere, ripeto, il dovere di ribellarsi allo smantellamento di un reparto tanto prezioso per la sicurezza di tutti. Perché questo sta accadendo».

Il Pd interviene

A Piombino si sta «consumando l’ennesimo atto di depotenziamento della sanità pubblica. Il reparto di cardiologia è a rischio e, come già avvenuto anni fa per maternità, l’allarme lanciato dai cittadini e dai professionisti sanitari è stato accolto con risposte vaghe, con rassicurazioni che non convincono e con silenzi che non fanno presagire nulla di buono». Così inizia il documento unitario firmato da Fabio Cento, segretario PD Piombino, Simone De Rosas, segretario PD Val di Cornia Elba, Silvia Isidori, delega Sanità PD Piombino e Laura Bardi, delega Sanità, PD Val di Cornia-Elba.

«Da anni conduciamo una vera e propria battaglia per la cardiologia interventista a Piombino, per un reparto di un ospedale che non serve solo la città ma un’area grande che include l’Elba e che ospita ogni anno milioni di visitatori. Un reparto che in quel settore avrebbe potenzialità di espansione in tutta l’alta maremma. Lo abbiamo detto all’indomani del documento approvato dai Sindaci (anche da Ferrari che continua a millantare battaglie per l’ospedale) che abbiamo contrastato proprio perché non conteneva nessuna certezza che a Piombino si conservasse e anzi si potenziasse questo fondamentale e storico reparto che nel tempo si è ridotto al lumicino con medici costretti a sacrifici per garantire le 24 ore». Oggi al Pd locale, quindi, non basta sentir dire «che cardiologia non chiuderà». «Perché forse non chiuderà davvero ma cosa cambia se è in corso uno smantellamento progressivo di tutti i servizi che avrà la conseguenza di dirottare i pazienti altrove? – aggiungono – Se tutte le emergenze non avranno più una risposta diretta a Piombino ma dovranno essere inviate sistematicamente in altri ospedali? Le cittadine e i cittadini di questo territorio non lo meritano. Basta, non staremo a guardare mentre si gioca con la loro salute. Ci siamo mossi fin da subito, con tutti i canali istituzionali a nostra disposizione e continueremo a farlo. Abbiamo chiesto risposte chiare e azioni concrete, perché il rischio è che dietro quelle parole di circostanza si nasconda un “Ma…” che non vogliamo nemmeno sentire pronunciare».

I dem si dicono «pronti a contrastare chiunque voglia chiudere o depotenziare cardiologia, vogliamo invece che venga rilanciata con strumentazioni che ci erano state promesse e che non sono mai arrivate e con una dotazione di specialisti che garantisca l’assistenza 24 ore e la parte interventistica almeno d’urgenza. Piombino è una città di frontiera, un territorio periferico troppo spesso dimenticato. Ma è bene ricordare che le battaglie più importanti e decisive nascono proprio nelle periferie». 
 

Primo piano
L'esperto

Terremoto in Lunigiana, il geologo: «È una zona a rischio elevato, così gli edifici si sono salvati»

di Melania Carnevali
Speciale Scuola 2030