Il Tirreno

Caso Cossetto, Tortolini a Ticciati: «È così difficile ammettere l’errore?»

Caso Cossetto, Tortolini a Ticciati: «È così difficile ammettere l’errore?»

Il capogruppo di La Svolta: la giunta poteva spegnere la polemica sul nascere

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Campiglia. «È così difficile ammettere un errore?». La domanda, non senza una vena polemica, è del capogruppo di La Svolta, Matteo Tortolini, che interviene sul “caso Cossetto”. Un polemicone storico - politico nato proprio dopo che la maggioranza a sostegno della sindaca Ticciati ha respinto la mozione con cui si chiedeva un’azione per rendere omaggio alla giovane istriana infoibata il 4 ottobre del 1943. Mozione che è stata presentata proprio dal gruppo La Svolta.

«Le polemiche sarebbero finite sul nascere, sarebbe stato un bagliore di umanità politicamente intelligente – sostiene Tortolini – Se Luciano Violante ha sostenuto: “Il Pci ha una grande responsabilità nell’aver taciuto sull’esodo degli istriani, il confine ideologico ha prevalso su quello geografico” affrontando di petto la storia, il Pd di Campiglia avrebbe potuto farlo per un piccolo fatto di cronaca. Purtroppo siamo di fronte a un’ostentazione di presunta superiorità. Avreste potuto recepire la proposta e inserirla insieme ad altre per un quadro complessivo di luoghi della memoria del ‘900, “il secolo breve”. Avreste potuto fare come a Cecina con la scelta di apporre una targa di ricordo, senza scomodare la toponomastica. Cosi avrebbe dovuto fare un Comune serio e una classe dirigente adeguata. Invece avete deciso di sfidare la storia e tre Presidenti della Repubblica superando il senso del ridicolo».

Tortolini ricapitola dunque il «Sara Brogioni pensiero» – così lo definisce – dell’ultima settimana: «Le violenze sulla povera Cossetto sono “presunte” – attacca – le fonti sulla vita e la sua morte sono incerte, l'abbiamo utilizzata per celebrare le vittime fasciste, infine ha annunciato querele. La certificazione che chi ha una postura del genere non può svolgere un ruolo di equilibrio e rappresentativo di tutti presiedendo le Pari Opportunità. Lo diciamo con dispiacere per la funzione che svolge, ma la sindaca dopo una settimana di silenzio ha usato gli argomenti peggiori che potesse: “operazione di manipolazione della storia che uccide due volte la Cossetto”. Non so se di questa accusa è stata avvisata la Presidenza della Repubblica che con Ciampi le ha conferito la medaglia d'oro. Sempre la sindaca si è addentrata in una scala di valutazione dei crimini fascisti e antifascisti. Un piano di discussione che fa inorridire e che oltretutto inverte la storia: le foibe non furono un atto resistenziale ma crimini dei comunisti slavi per occupazioni territoriali “mascherati talvolta da rappresaglia per le angherie fasciste, che si risolsero in vera e propria pulizia etnica, che colpì in modo feroce e generalizzato una popolazione inerme e incolpevole”, come ha ricordato il Presidente Mattarella. Verso le giovani generazioni si dovrebbe avere la statura e la serenità per il riconoscimento pieno di ciò è stata quella tragedia che certamente va vista nella sua interezza, quella di territori che hanno attraversato senza interruzioni due dittature e che per decenni sono state vittime di una congiura del silenzio. Di questa storia fa parte un’ italiana: Norma Cossetto».

Il capogruppo di La Svolta si rammarica per come «la memoria di una donna violentata e gettata in una foiba è diventata un elemento di divisione, di rottura, di falsificazione della storia – dice – Portate con voi la responsabilità grave di una gestione rovinosa che ha fatto balzare Campiglia alle cronache nazionali. Oltre 400 Comuni italiani hanno fatto scelte diverse compreso il Comune di Ravenna il cui sindaco adesso è Presidente dell'Emilia Romagna e che oltre ad avere un parco dedicato ai Martiri delle Foibe, nel 2022 ha deciso con serietà, di indire uno spazio pubblico a Norma Cossetto. Questa vicenda è indice di un approccio, di un modo fare e di interpretare il confronto, le istituzioni che ci deve responsabilizzare a intensificare la funzione di opposizione e il coinvolgimento della cittadinanza». 

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