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cronaca

Capo Poro, il Parco dà il nulla osta sentiero chiuso e cantiere aperto

la recinzione lungo il sentiero di Capo Poro

Nonostante il contenzioso in corso, la Scat srl ha ottenuto il via libera per opere di manutenzione


27 aprile 2022 Giuseppe Boi


CAMPO NELL'ELBA. Nonostante il contenzioso giudiziale sia ancora in corso, i lavori a Capo Poro sono ripartiti. Il sentiero di accesso al faro è stato chiuso con una rete metallica in cui sono stati apposti due cartelli: uno con su scritto “Cantiere”, l’altro che recita “Vietato l’accesso, strada privata”. La Scat srl, che ha acquistato l’area nel 2016, va dunque avanti con i suoi progetti: tutta la zona è stata recintata, sono stati effettuati dei disboscamenti e nella giornata di ieri sono entrate in azione anche le ruspe. Questa volta, però, l’azienda di Giorgio Vinai opera con il permesso del Parco nazionale dell’arcipelago toscano (Pnat) che ha concesso il nulla osta ai lavori.

L’ente ha infatti dato il via libera alla richiesta di effettuare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. Cosa indichino in concreto i due aggettivi è un mistero. Non si conosce infatti quali siano le opere autorizzate. Di certo la situazione è paradossale: il piano del Parco prevede che dove ci sono degli abusi non si possono fare lavori, essendoci un contenzioso in corso non si capisce perché sia lo stesso Pnat a dare il nulla osta alle opere.

L’area in questione – che comprende oltre al faro alcuni fabbricati storici che risalgono alla Seconda guerra mondiale – ricade parzialmente nel territorio del ente Parco, per la precisione nella zona B. È da tempo soggetta a particolari misure di conservazione e protezione: la direttive europee “Habitat” e “Uccelli”. Nonostante questo, come già scritto, nel 2016 è stata acquistata dalla Scat srl per appena 36.560 euro. L’azienda, proprietaria dell’agriturismo Galenzana, ha già avviato in passato dei lavori. Attività poi bloccate dagli interventi del Parco e dell’amministrazione comunale di Campo nell’Elba, ma poi riprese.

Le ultime attività risalgono allo scorso mese di gennaio. All’epoca la Scat effettuò interventi sui sentieri e tagliò degli alberi. In più furono portate in loco delle transenne per delimitare cantieri. Le operazioni si interruppero dopo le segnalazioni di Legambiente e del sindaco di Campo nell’Elba Davide Montauti. Quest’ultimo ha anche chiesto alla Soprintendenza di sottoporre a vincolo l’area. Al momento non risulta che da Pisa sia arrivata una risposta ma, secondo alcuni testimoni, a chiudere la zona sono quelle stesse transenne segnalate tra le polemiche meno di quattro mesi fa.

«Prima chiudono sentieri e strade costruendone di nuove. Poi vengono denunciati, pagano le multe e cominciano le battaglie legali. Intanto però riprendono i lavori sulle stesse aree oggetto di denuncia e, questa volta, con il regolare permesso del Parco», spiega Umberto Mazzantini di Legambiente. L’associazione ambientalista ha segnalato al Parco le nuove attività ma sottolinea che lo stesso ha «permesso che una prepotenza vada avanti» e chiama in causa il presidente Giampiero Sammuri: «Serve una sua decisione politica – dichiara Mazzantini –: se vuole può bloccare tutto fino alla fine del contenzioso giuridico»

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