Il Tirreno

Memorie di guerra dei nippo-americani eroi di Belvedere

di Cecilia Cecchi
Memorie di guerra dei nippo-americani eroi di Belvedere

Incontro con reduci e parenti a 69 anni dalla battaglia Il sindaco Giampaolo Pioli: «Eterna gratitudine da Suvereto»

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SUVERETO. Storia, amicizia, emozione. Per Suvereto una giornata da ricordare. Soprattutto una festa sin dal momento dell'arrivo dei familiari e amici dei soldati nippo americani (l’associazione “Friend and family of Nisei Veterans”) che il 26 giugno 1944 liberarono Suvereto dall'occupazione nazista.

Tra quella cinquantina di cappellini blu più stelle e strisce, uno lo indossava un veterano 95enne, ferito proprio qui nel durissimo scontro sulla collina di Belvedere: Ray Fujiwara. Ray sorride «sono felice di essere tornato» e mostra le ferite dietro l'orecchio e al volto riportare proprio qui. Ha lavorato una vita “nel commercio”, sul cartellino appeso al collo la città di provenienza Honolulu-Hawai. Sì è un "Nisei", un soldato americano di origine giapponese, rappresenta un'altra pagina forte di una grande nazione che, in guerra col Giappone, mandò i giapponesi comunque americani a difendere la libertà in Europa. Molte delle famiglie dei militari che componevano questo 100º Battaglione di fanteria nel 442º reggimento erano state sottoposte a internamento subito dopo l'entrata in guerra degli Stati Uniti (in quanto di chiara origine nipponica). Ma l'unità è la più decorata della storia delle Forze Armate americane e ieri la delegazione ha voluto lasciare al sindaco Pioli proprio la riproduzione della Medaglio d’oro ricevuta dal Congresso degli Stati Uniti.

Ad attenderli all’arrivo rappresentati dei Comuni della Val di Cornia e delle forze dell'ordine, suveretani. Un abbraccio del paese sulla via di piazza D'Annunzio per la cerimonia. Alle 11,15 in un silenzio surreale i due inni americano e italiano. In prima fila tante fasce tricolore (labari sostenuti della polizie municipali), fazzoletti delle forze partigiane. C’è Garibaldo Benifei leggendario militante antifascista e partigiano livornese originario di Campiglia (Pioli: «Una presenza prestigiosa Benifei, 101 anni, insieme a Ray Fujiwara, qui con noi la storia d’Italia...»).

Il benvenuto del sindaco: «Un saluto e la nostra gratitudine – dice con forza – 69 anni fa si consumava uno dei tanti atti dell’immane tragedia che fu la Seconda guerra mondiale. Questi due reparti dell’esercito americano i cosidetti Nisei sbaragliarono la resistenza dei nazisti asserragliati a Belvedere. Finalmente per la nostra gente finiva un incubo. Non finiva per i giovani soldati di quei reparti che continuarono la loro avanzata. Ai Nisei che offrirono la loro vita, alle loro famiglie e amici che ci hanno fatto l’onore di tornare, la nostra eterna gratitudine. Arrivarono non senza problemi, per la loro origine non americana ma per aver saputo diventarlo, simboleggiando subito apertura e spirito di fraternità ».

Così il saluto del presidente dell’associazione, Brian Yamamoto, commosso: «Grazie per l'accoglienza, siamo qui anche per ricordare quanti sono morti sulla collina Belvedere, ma hanno trovato amici per la vita».

Poi lo scambio di doni e attorno al collo dei rappresentati di Suvereto corone che vengono dalle Hawaii. « Questa corona – spiegano gli ospiti – è simbolica. In tempo di guerra le madri le davano ai figli perché li proteggessero fino al ritorno a casa. Alle Hawaii si donano per buon augurio: è un invito a tornare. Come un “arrivederci” in italiano, a testimonianza d'amicizia, per sempre». Il pomeriggio la scoperta di un’epigrafe in ricordo della battaglia di Belvedere e un giro nel centro storico di Suvereto, che tutti hanno voluto prolungare il più possibile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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